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Quando l'infermiere non ha l'obbligo di iscriversi al Collegio Professionale |
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Scritto da Administrator
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Sabato 31 Luglio 2010 19:11 |
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In seguito ad un controllo dei N.A.S. presso una casa di cura, emergeva che l’imputata, che prestava in detta struttura la propria opera professionale, quale infermiera, non risultava iscritta al relativo albo professionale provinciale.
Ha osservato il Tribunale che non poteva ritenersi integrata la fattispecie dell’esercizio abusivo di una professione, in quanto può affermarsi che l'obbligo di iscrizione all'albo professionale è previsto solo per coloro che esercitano liberamente la loro attività professionale mediante contratti d'opera conclusi direttamente con il pubblico dei clienti, e non anche per coloro che prestano la propria attività all'interno di una struttura sanitaria, pubblica o privata che sia. In quest'ultima ipotesi l'unico requisito richiesto è il possesso del titolo abilitante a svolgere quella determinata attività professionale.
In altri termini, quando l'infermiere presta la sua opera all'interno di una struttura sanitaria, l'utenza fa affidamento sulla garanzia offerta dalla struttura alla quale si rivolge e, dunque, non instaura un rapporto diretto con il singolo operatore sanitario che in essa lavora. Può quindi affermarsi che in tal caso la prestazione dell'infermiere non è espressione del libero esercizio professionale, ma costituisce piuttosto adempimento di un dovere connesso al rapporto che lo lega alla struttura sanitaria nella quale opera, con la conseguenza che, per l'esercizio di tale attività, non è richiesta l'iscrizione al relativo albo, ma è sufficiente il possesso del titolo abilitante, che nel caso portato all'esame del Tribunale è pacificamente in possesso dell'imputata.
Questo è come il Tribunale ha interpretato l'articolo 348 del codice penale. Sicuramente è argomento di discussione e pertanto mi chiedo cosa ne pensiate voi tutti.
Tribunale di Pisa, Sentenza del 21/5/2010 |
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Comprare farmaci Online: nessuna distinzione tra farmacie autorizzate e spamming |
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Scritto da Administrator
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Venerdì 07 Maggio 2010 14:30 |
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Buongiorno a tutti.
Ieri mattina ho ricevuto via mail l'aggiornamento al BIF (Bollettino Informazione Farmaci). Si tratta di una rivista di informazione della AIFA. Come ogni numero me la leggo con calma, e scopro una interessante intervista rilasciata dal Coordinatore Anti-contraffazione dell'AIFA.
L'intervista è lunga e articolata, ma i punti che mi hanno spinto a scrivere è come l'AIFA dichiari apertamente che comprare farmaci online non sia ne sicuro ne legale. Difatti spiegano come la metà delle farmacie che sono sulla rete non sono risconosciute legalmente tuttabvia queste continuano a "vendere" indisturbate. Ho messo intenzionalmente le virgolette in quanto promettono farmaci di ogni natura, quelli che più interessano ma che contemporaneamene sono anche più difficili da richiedere (o imbarazzanti), ma non sono in grado di vendere assolutamente nulla. Sono solo un braccio dello spamming / fishing che colpisce la rete. In breve questi promettono vendite, nel procedere all'acquisto, vi si chiede carte di credito o postpay o postemobile; l'acquirente, o presunto tale, ingenuamente inserisce i dati della propia carta ed il gioco è fatto. Da quel momento in poi tutti tranne voi siete i propietari della vostra carta. Nella migliore delle ipotesi l'acquirente beffato perderà qualche centinaio di euro. Nella peggiore delle ipotesi l'acquirente beffato finisce in guai seri.
Il messaggio pertanto è fate attenzione a comprare farmaci sulla rete, evitate quelle farmacie che si fanno pubblicità mediante canali non convenzionali (le mail) e che si propongono con farmaci particolari.
Contemporaneamente vorrei propio sapere cosa pensano di fare i nostri ministri a tal proposito su una questione così delicata come i farmaci. Pochi mesi fa c'era un disegno di legge che avrebbe fatto chiudere moltissimi siti di informazione, ma allo stato attuale non esiste nemmeno un disegno di legge che parli di spamming e/o pishing. Non vorrei pensare che in questo paese è più illegale informare che vendere farmaci inesistenti.
Il link dell'intervista in questione: vai!
Abbiamo aperto una discussione sul forum. Vai! |
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Ultimo aggiornamento Venerdì 07 Maggio 2010 15:01 |
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Sentenza Corte di Cassazione |
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Scritto da Eugenio Cortigiano
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Lunedì 19 Aprile 2010 11:16 |
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E’ di questi giorni la notizia che la Corte di Cassazione ha emesso una sentenza -n° 14603/2010- in cui sancisce che chi s’improvvisa infermiere senza averne l'abilitazione non commette alcun reato, purché sia attività saltuaria, non retribuita e svolta solo per sopperire alla carenza di personale infermieristico. Con questa sentenza è stato annullato un doppio verdetto di condanna ed è stata assolta una coordinatrice di una casa di riposo che, pur non essendo infermiera, aveva svolto attività tipicamente infermieristiche (aveva tentato di praticare un prelievo ematico e in altre occasioni aveva eseguito iniezioni sotto cute – insulina - o intramuscolo ai pazienti ricoverati). Secondo i Giudici, le mansioni esercitate dall'imputata "ove eseguite non a titolo professionale ma per sopperire saltuariamente alla carenza del personale infermieristico, rispettando le cadenze, i tempi e le modalità stabilite dal medico, non integrano il reato" punito dall'art. 348 C.P (abusivo esercizio di una professione), anche a fronte del fatto che, spiegano i supremi Giudici, la coordinatrice aveva svolto queste attività, che "generalmente si praticano in via di automedicazione", gratuitamente e "in mancanza temporanea di personale sanitario".
L'AILF considera questa Sentenza un affronto ed un attacco alla credibilità della nostra professione, già abbontantemente svilita sui media. E' nostra intenzione supportare qualsiasi azione la Federazione IPASVI voglia intraprendere presso le sedi istituzionali, anche internazionali, per ribaltare questa decisione della Suprema Corte. Dichiarare, come è stato fatto, che svolgere attività riservate per legge all'infermiere senza esserlo non costituisce reato purchè "eseguite non a titolo professionale ma per sopperire saltuariamente alla carenza del personale infermieristico, rispettando le cadenze, i tempi e le modalità stabilite dal medico" significa anche esporre i pazienti ad un grave pericolo ed al rischio di danni, anche permanenti, non sussistendo le capacità tecniche e formative da parte di chi esegue tali manovre. Vi terremo informati sugli sviluppi della vicenda, nel frattempo il consiglio è stimolare, con lettere e mail, il proprio Collegio IPASVI affinchè facciano pressione sulla Federazione.
Abbia aperto una discussione in questione. Vai al Forum.
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Ultimo aggiornamento Lunedì 19 Aprile 2010 16:10 |
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Scritto da KIM SAVOJNI
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Giovedì 11 Marzo 2010 22:27 |
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ABBIAMO PUBBLICATO LA VERSIONE BETA DEL FORUM!!!
(CIOE' LA VERSIONE DI PROVA)
ANDATE A PROVARLO E DITECI COSA NE PENSATE!!!
INVIATECI I VOSTRI SUGGERIMENTI
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Ultimo aggiornamento Giovedì 11 Marzo 2010 22:32 |
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ALBI CTU PER INFERMIERI FORENSI |
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Scritto da KIM SAVOJNI
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Domenica 07 Febbraio 2010 23:02 |
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E' FINALMENTE PRONTO IL "PACCHETTO" per l'apertura degli Albi CTU specifici per infermieri forensi nei Tribunali
Il pacchetto è a disposizione dei SOCI AILF
Vi ricordo che la registrazione al sito NON coincide con l'iscrizione all'Associazione!!!
Per diventare soci AILF dovrete compilare il modulo che trovate nella sezione Associazione
PER RICHIEDERE IL PACCHETTO ALBI E' SUFFICIENTE INVIARE UNA MAIL ALL'INDIRIZZO
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 03 Marzo 2010 14:21 |
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