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Il governo ha davvero salvato gli abusivi? PDF Stampa E-mail
Scritto da Consiglio Direttivo AIILF   
Martedì 25 Dicembre 2018 18:44

La notizia, corredata da post allarmistici ed allarmati, ha fatto subito il giro del web, in particolare, come era ovvio, sui social network e sui gruppi infermieristici.


Una buona dose di ignoranza, o perlomeno scarsa preparazione dei giornalisti che hanno pubblicato la notizia, ha fatto il resto.


Vi risparmiamo la selezione di "buttiamo la laurea tanto è inutile", "da domani allora faccio il chirurgo" e l'inossidabile "ma la FNOPI che fa?" apparsi nei commenti dei social come funghi dopo un temporale estivo.


La lettura del solo titolo di una notizia non basta per comprendere e valutare la notizia stessa, ma ancora moltissimi non l'hanno capito (o forse fa comodo non capire).


Come sempre l'AIILF ha atteso di avere tutti gli elementi necessari prima di esprimere una valutazione oggettiva, professionale e non politica del provvedimento.


Ripercorriamo quindi in breve la storia del "famigerato" comma 283bis del maxiemendamento del Governo alla Legge di Stabilità 2019 (la cosidetta "finanziaria").


Iniziamo dal punto che più ci coinvolge: il suddetto comma NON RIGUARDA MINIMAMENTE GLI INFERMIERI.


Sana invece il vuoto legislativo per tutte le professioni sanitarie che fino all'anno scorso non erano dotate di albo ed hanno quindi vissuto in un limbo legislativo a differenza di quanto avvenuto per gli infermieri.


Educatori professionali, dietisti, pedagogisti, insieme alle altre professioni sanitarie non mediche, che avevano frequentato i corsi regionali a loro tempo abilitanti, non avevano mai ottenuto l'equiparazione del titolo a quello universitario necessario dopo la legge 42/99.


Agli infermieri questo "limbo" è stato risparmiato, prevedendo fin dall'inizio l'equipollenza del titolo e quindi consentendo anche ai vecchi diplomati dei corsi regionali di esercitare la professione ed prevedendo il diritto/dovere di iscrizione all'ordine.


Non essendo previsto all'epoca invece nessun albo per quasi tutte le altre professioni sanitarie, il problema è rimasto silente per molti anni.


Finchè uno dei decreti attuativi alla legge firmata dall'ex ministro della Salute Lorenzin, approvata dal Parlamento il 22 dicembre dello scorso anno, ha previsto la costituzione degli Albi delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione:


a) albo della professione sanitaria di tecnico sanitario di laboratorio biomedico;


b) albo della professione sanitaria di tecnico audiometrista;


c) albo della professione sanitaria di tecnico audioprotesista;


d) albo della professione sanitaria di tecnico ortopedico;


e) albo della professione sanitaria di dietista;


f) albo della professione sanitaria di tecnico di neurofisiopatologia;


g) albo della professione sanitaria di tecnico fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare;


h) albo della professione sanitaria di igienista dentale;


i) albo della professione sanitaria di fisioterapista;


j) albo della professione sanitaria di logopedista;


k) albo della professione sanitaria di podologo;


1) albo della professione sanitaria di ortottista e assistente di oftalmologia;


m) albo della professione sanitaria di terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva;


n) albo della professione sanitaria di tecnico della riabilitazione psichiatrica;


o) albo della professione sanitaria di terapista occupazionale;


p) albo della professione sanitaria di educatore professionale;


q) albo della professione sanitaria di tecnico della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro


La costituzione di un albo della professione porta con sé una serie di requisiti per l'iscrizione, come una "laurea abilitante all'esercizio della professione sanitaria, ovvero titolo equipollente o equivalente alla laurea abilitante".


Nuovi corsi di laurea sono stati introdotti dal 1999 in poi e chi operava già in quei settori dopo aver conseguito un titolo con il vecchio ordinamento, ora con l'istituzione degli albi rischiava di venir escluso dallo specifico albo di competenza, perdendo così la possibilità di poter continuare ad esercitare la professione.


Chi aveva, ad esempio, conseguito un titolo regionale come educatore professionale (magari aggiungendoci anche, nel tempo, un Master Universitario come quello in coordinamento) e poteva quindi operare in strutture socio-assistenziali e socio-sanitarie come Asl, ospedali o residenze protette, ai sensi della legge Lorenzin avrebbe dovuto acquisire la nuova laurea, attualmente necessaria, per l'iscrizione al nuovo albo e per poter quindi continuare ad esercitare la propria professione, malgrado l'esperienza acquisita negli anni.


Lo stesso esempio si può estendere a fisioterapisti e tecnici di laboratorio, così come a logopedisti ed ortottisti ed altri migliaia di professionisti che, dopo la legge Lorenzin, hanno visto a rischio il proprio posto di lavoro.


Quindi il comma in questione si occupa di professionisti FORMATI ed ABILITATI e NON di ABUSIVI, come ha sbandierato ai 4 venti chi ha fatto solo una superficiale lettura dei titoloni, o peggio chi è dedito alla denigrazione tout court.


Professionisti, ESATTAMENTE come gli infermieri formati con il vecchio ordinamento (diplomi regionali) cui questo "calvario legislativo" è stato risparmiato.


Il comma 283-bis va a modificare la legge vigente e concede una deroga (NON una sanatoria) per l'iscrizione agli Albi da parte dei professionisti senza i titoli attualmente necessari (laurea), a patto che abbiano esercitato quella professione per almeno 36 mesi negli ultimi 10 anni, anche in modo non continuativo. Peraltro si tratterà di "elenchi speciali ad esaurimento", accessibili cioè ORA per coloro che sono in possesso di titoli "antichi"; albi quindi che andranno a scomparire quando gli iscritti verranno posti in pensionamento.


Questi, grazie alla manovra finanziaria, potranno continuare a svolgere la professione a patto che si iscrivano, entro il 31 dicembre 2019, in appositi elenchi speciali che saranno costituiti dal Ministero della Salute entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge di bilancio. L'iscrizione a queste liste speciali sarà sotto il diretto controllo dell'Ordine di appartenenza ma ovviamente non comporterà un'equiparazione (bensì un'equipollenza) al titolo di laurea.


Permetterà loro quindi di continuare ad esercitare la professione, esattamente come è successo per gli infermieri con i titoli regionali.


NESSUNO quindi potrà esercitare una professione sanitaria SENZA TITOLI, come paventato anche da alcune associazioni professionali (comprese quelle che non rientrano nemmeno in questa modifica).


Viene solamente riconosciuta la formazione precedente alla legge 42/99 e permesso a questi professionisti "senza laurea" di potersi guadagnare da vivere continuando a fare quello che hanno fatto per decine di anni, esercitando la professione che amano.

Ultimo aggiornamento Martedì 25 Dicembre 2018 18:50
 

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