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Un ottimo contratto. Tranne per gli infermieri. PDF Stampa E-mail
Scritto da Eugenio Cortigiano   
Lunedì 26 Febbraio 2018 23:08

Venerdì 23 febbraio a Roma erano previsti 2 eventi.

Entrambi di enorme portata.

Il primo era un incontro tra ARAN e sindacati rappresentativi per la definizione del preaccordo sul rinnovo del CCNL del comparto sanità, scaduto ormai da 9 anni.

L'altro era la prima manifestazione unitaria dei sindacati infermieristici Nursind e Nursing Up, in supporto allo sciopero indetto dalle 2 compagini sindacali ed al quale pare abbia aderito l'80% degli infermieri italiani.

Contrariamente a quanto sempre successo, dopo quasi 2 giorni di trattativa continuata, durante lo sciopero si è arrivati alla firma della preintesa contrattuale.

Il documento che andremo ad analizzare criticamente è stato sottoscritto da CGIL, CISL, UIL ed FSI.

Nursind e Nursing Up si sono ovviamente rifiutati di firmare, mentre FIALS, pur non firmando, non ha espresso una posizione ufficiale.


Per una volta, anche supportati dalla dura presa di posizione della FNOPI (ex FNC IPASVI), esprimiamo un giudizio netto e preciso.

Quelle firme sono state messe su un contratto indegno, offensivo, degradante, quasi PUNITIVO per la categoria infermieristica.


Andiamo ad analizzarlo punto per punto, partendo dalla parte che, per la nostra specializzazione, è meno importante, quella economica.


Era ovviamente quella più attesa, ma per le risorse governative messe a disposizione in finanziaria quella su cui si sapeva già di non poter intervenire. Gli stanziamenti quelli erano e quelli sono rimasti.

Quello che nessuno si aspettava è che, peggiorando una situazione già paradossale ed illogica, si procedesse ad una operazione di riequilibrio totale, decidendo di ignorare completamente qualsiasi valutazione su responsabilità, formazione ed impegno.

Partiamo da una precisazione. Nessun infermiere avrà un aumento  di 85€ come dichiarato alla stampa.

Gli aumenti vanno da 67 ad 82€. A cui si debbono togliere la vacanza contrattuale e le tasse ed avrete incrementi REALI dai 33 ai 42€. Mensili. Dopo 9 anni di blocco contrattuale. Un amministrativo in C3 prende più di un infermiere laureato.

Di base.

Se consideriamo poi che l'amministrativo beneficerà del bonus da 80€, che l'infermiere ha l'obbligo di iscrizione all'Ordine, l'obbligo di assicurazione e l'obbligo ECM, l'amministrativo che prende più di un infermiere laureato, col suo carico di responsabilità, è il C2. Praticamente un neoassunto.

Ridicola anche la quantificazione degli arretrati. Mediamente 450€. E solo per gli anni 2016-2017, nonostante la sentenza della Corte Costituzionale reputi ILLEGALI i blocchi contrattuali dal 2013 in poi.

 


La parte normativa è e resta un mistero.

Non vi erano necessità economiche particolari.

Non c'erano soldi per far avanzare le competenze avanzate? Lo sappiamo.

Ma allora almeno lasciare tutto com'era no?

Invece si è operato abbastanza pesantemente. A parte riconoscere il diritto al tempo del cambio divisa e consegne (per un massimo di 15 minuti, comunque irrisori) si sono eliminati alcuni diritti degli infermieri, e solo di loro, inserendo limitazioni e diktat senza senso. Se non quello di fare un favore alle aziende e di conseguenza allo Stato. Che però al tavolo contrattuale rappresenta per i sindacati la controparte. O almeno dovrebbe...

 

Analizziamo punto critico per punto critico.


 

 

Dopo 10 anni da coordinatore si può perdere l'incarico, che deve essere rimesso a bando. Questo interessa particolarmente i coordinatori infermieristici. Ostetriche, fisioterapisti, TRSM o tecnici di laboratorio, avendo spesso un solo reparto nella struttura dopo 10 anni non rischiano niente.

 


 

La mensa viene tolta ai turnisti. Rimane per tutti gli altri. Assolutamente incomprensibile ed illogico.


 

Le indennità aumentano (non quelle degli infermieri comuni, delle corsie, dei turnisti. Quelle sono ferme dal 1994). Solo quelle degli incarichi più elevati. Il valore massimo passa da 9.296,23 a 12.000 (unica indennità arrotondata all'euro) con un aumento di ben 2.703 euro annui). Gli incarichi minori aumentano di 129€ all'anno.


Mentre per gli infermieri sono richiesti master o percorsi regionali per il sistema degli incarichi, per gli amministrativi bastano 5 anni di anzianità di servizio.  Ancora una volta illogico ed assolutamente non meritocratico.


La modifica probabilmente peggiore di tutta la preintesa. Non solo sparisce il limite di 180 ore di straordinario effettuabili in un anno, ma lo straordinario stesso diventa, di fatto, obbligatorio.

Con una laconica, ed irritante, postilla finale sulla possibilità di non effettuarlo per "giustificati motivi di impedimento per esigenze personali e familiari".

Chi decide se è giustificato o meno?

Su quali basi?


 

Il giudizio, confermiamo, non può che essere negativo.

Con la speranza che fino alla firma definitiva l'azione dei sindacati di categoria, o un improbabile ravvedimento di chi ha firmato la preintesa, possa cambiare e correggere questi macroscopici errori a carico sopratutto della professione infermieristica.

 

 

Era ovviamente quella più attesa, ma “grazie” alle scelte governative quella su cui si sapeva già di non poter intervenire. Gli stanziamenti quelli erano e quelli sono rimasti.

Quello che nessuno si aspettava è che, peggiorando una situazione già paradossale ed illogica, si procedesse ad una operazione di riequilibrio totale, decidendo di ignorare completamente qualsiasi valutazione su responsabilità, formazione ed impegno.

Partiamo da una precisazione. Nessun infermiere avrà un aumento a regime (dopo il 1 aprile 2018, per gli altri comparti dal 1 marzo 2018) di 85€ come dichiarato da cgilcisluil alla stampa. Basta leggere le tabelle. Gli aumenti vanno da 67 ad 82€. Togliete la vacanza contrattuale e le tasse ed avrete incrementi REALI dai 33 ai 42€. Mensili. Dopo 9 anni di blocco contrattuale. Un amministrativo passacarte in C3 prende più di un infermiere laureato.

Di base.

Se consideriamo poi che l'amministrativo beneficerà del bonus da 80€, che l'infermiere ha l'obbligo di iscrizione all'Ordine, l'obbligo di assicurazione e l'obbligo ECM, l'amministrativo passacarte che prende più di un infermiere laureato, col suo carico di responsabilità, è il C2. Praticamente un neoassunto.

Ridicola anche la quantificazione degli arretrati. Mediamente 450€. E solo per gli anni 2016-2017, nonostante la sentenza della Corte Costituzionale reputi ILLEGALI i blocchi contrattuali dal 2013 in poi.

Ultimo aggiornamento Lunedì 26 Febbraio 2018 23:14
 

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