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Mastrogiovanni: una sentenza di dignità, anche professionale. PDF Stampa E-mail
Giovedì 17 Novembre 2016 17:32

Più volte abbiamo stigmatizzato alcune sentenze, giudicandole troppo severe nei confronti degli infermieri, non preparati e sopratutto non competenti, per legge, a conoscere in maniera approfondita la terapia.

D'altro canto siamo sempre stati convinti, essendo la realtà, che l'infermiere sia un professionista autonomo, dotato di un proprio corpo di conoscenze e responsabilità.

La sentenza di appello che ha condannato gli 11 colleghi coinvolti nel caso di Franco Mastrogiovanni rientrano senz'altro nelle seconde valutazioni espresse.

Al processo di primo grado è stata sostenuta la tesi che gli infermieri non avevano il coraggio di disobbedire, anzi applicavano alla lettera le prescrizioni. In dodici saranno assolti perché hanno ritenuto di “obbedire a un ordine legittimo” e “non potevano prendere l’iniziativa” di sciogliere i lacci della contenzione, “tenuto conto della totale impreparazione scientifica, non avendo seguito corsi di aggiornamento”.

Questa tesi è stata giustamente contestata nel processo di secondo grado, dove il Giudice ha sostenuto, condannandoli, che gli infermieri “non sono meri esecutori di ordini dei medici, ma professionisti autonomi che avevano il dovere di rendersi conto delle condizioni del paziente”.

Il processo Mastrogiovanni, quindi, è un processo di dignità.

Dignità per una persona uccisa dall'incuria, dalla paura e dall'ignoranza (professionale), ma anche un riconoscimento, ancora una volta, della professionalità e del corpo di competenze degli infermieri.

La contenzione, già citata in nostri diversi articoli "Contenzione o protezione?", "Il consenso informato e le misure di contenzione", "Strategie di coinvolgimento di utenti e familiari nei servizi psichiatrici a porte aperte", "Legge Basaglia: l'infermiere, il TSO e la contenzione fisica.", NON è un atto medico (che peraltro NON esiste), ma una decisione da prendere in equipe, con il coinvolgimento dell'utente e dei familiari, di cui TUTTI i sanitari sono responsabili.

Ultimo aggiornamento Giovedì 17 Novembre 2016 17:32
 

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