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L'infermiere e l'obbligo di denuncia PDF Stampa E-mail
Scritto da Eugenio Cortigiano   
Giovedì 05 Febbraio 2015 16:25

A volte capita di leggere e rispondere a mail, telefonate o post sui social media, riguardo quale comportamento adottare di fronte a problematiche che presentano un rischio reale per l'utente.

In certi casi si tratta di veri e propri reati.

E' il caso, ad esempio, di prestazioni infermieristiche, spesso eseguite in maniera approssimativa o peggio, eseguite da badanti, oss o comunque personale non specializzato.

Ma di esempi se ne potrebbero fare a centinaia. Chiunque ne avrebbe da riportare, visti o sentiti nella propria carriera lavorativa.

Di fronte a questo come deve regolarsi l'infermiere?

Ripartiamo, anzitutto, dal fatto che l'infermiere è, a seconda di quale azione sta svolgendo, incaricato di pubblico servizio o pubblico ufficiale. Per maggiori informazioni rimandiamo a questi articoli già apparso sul sito AIILF. Articolo 1 Articolo 2.

In quanto incaricato di pubblico servizio/pubblico ufficiale l'infermiere sottostà all'art. 361 del Codice Penale ed all'art. 331 del Codice di Procedura Penale.

Il primo recita:

Il pubblico ufficiale (1), il quale ometteritarda di denunciare all'Autorità giudiziaria, o ad un'altra Autorità che a quella abbia obbligo di riferirne, un reato di cui ha avuto notizia nell'esercizio o a causa delle sue funzioni (2), è punito con la multa da trenta euro a cinquecentosedici euro.

La pena è della reclusione fino ad un anno, se il colpevole è un ufficiale o un agente di polizia giudiziaria [c.p.p. 57], che ha avuto comunque notizia di un reato del quale doveva fare rapporto [c.p.p. 330-332347(3).
Le disposizioni precedenti non si applicano se si tratta di delitto punibile a querela della persona offesa.

Note:

(1) Si tratta di un reato proprio, che presuppone che il p.u. abbia conoscenza di un fatto costituente reato, acquisita nell'esercizio delle proprie funzioni o in connessione funzionale con esse.

 

(2) Si tratta di un'ipotesi differente dal concorso nel reato per non averlo impedito, pur avendone l'obbligo (art. 40 c.p.), dove il pubblico ufficiale omette non tanto di denunciare un reato di cui sia venuto a conoscenza quanto di porre in essere un doveroso comportamento positivo, che poteva materialmente attuare impedendo così il compimento del reato stesso.

(3) Questa rappresenta un'aggravante speciale di carattere soggettivo, non tanto dunque un titolo autonomo di reato, in quanto in tale ipotesi la diversità non si coglie sul piano di una differente connotazione della condotta incriminata, quanto della diversa ampiezza che caratterizza il dovere di informativa.


L'art. 331 di C.P.P. precisa:

1. Salvo quanto stabilito dall'articolo 347, i pubblici ufficiali e gli incaricati di un pubblico servizio che, nell'esercizio o a causa delle loro funzioni o del loro servizio, hanno notizia di reato perseguibile di ufficio, devono farne denuncia per iscritto, anche quando non sia individuata la persona alla quale il reato è attribuito.

2. La denuncia è presentata o trasmessa senza ritardo al pubblico ministero o a un ufficiale di polizia giudiziaria.

3. Quando più persone sono obbligate alla denuncia per il medesimo fatto, esse possono anche redigere e sottoscrivere un unico atto.

4. Se, nel corso di un procedimento civile o amministrativo, emerge un fatto nel quale si può configurare un reato perseguibile di ufficio, l'autorità che procede redige e trasmette senza ritardo la denuncia al pubblico ministero.


La scriminante quindi non è tanto cosa si debba fare, ma solo QUANDO e COME si debba fare.

Il quando è chiarito dalle 2 norme sopracitate. Il reato deve essere denunciato solo ed esclusivamente se si tratta di un reato perseguibile d'ufficio, ovvero quei reati per i quali non è necessaria la denuncia da parte della parte offesa, ma per i quali l'autorità giudiziaria può intervenire in totale autonomia.

In linea di massima i reati perseguibili d'ufficio sono: i delitti contro la vita, delitti contro l’incolumità individuale e pubblica (es. lesioni personali lievi, gravi e gravissime), delitti sessuali, delitti di interruzione di gravidanza, delitti di manomissione di cadavere, delitti contro la libertà individuale, delitti contro la famiglia.

Il come è invece individuato dal comma 2 dell'art.331 del CPP, la denuncia deve essere fatta al pubblico ministero, presso l'ufficio del Tribunale, o ad un ufficiale di polizia giudiziaria. Questi ultimi, oltre al solito ufficio presso il Tribunale, spesso hanno anche una sezione negli ospedali.

Altri tipi di segnalazione, ad esempio alla Direzione Sanitaria, parrebbero non avere senso giuridico. Ma per questo è necessario rivolgersi al proprio ufficio legale, presso il quale potrebbero essere state attivate procedure diverse, in accordo con l'autorità giudiziaria.

Ultimo aggiornamento Giovedì 05 Febbraio 2015 16:26
 

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