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Riposo minimo garantito: non si deroga più... PDF Stampa E-mail
Scritto da Eugenio Cortigiano   
Martedì 02 Dicembre 2014 11:36

Breve riassunto orientativo.


Con il D.Lgs.66/2003 venivano istituiti i riposi minimi garantiti per i lavoratori dipendenti, di qualunque attività e sia pubblici sia privati.


In particolare venivano previste le famose 11 ore continuative di riposo tra un turno di lavoro ed il successivo e le 35 ore minime consecutive di astensione dal lavoro nell'arco di 7 giorni.


Con la scusa di arrivare per gradi alla sistemazione del problema, in realtà, probabilmente, per fare un favore alle Azienda Sanitarie, i sindacati, nel contratto successivo, firmarono per la deroga a tali riposi.


La deroga, perlomeno, fu consentita solo per le 35 ore, elevandole ad un massimo di 14 giorni di lavoro continuativo, all'interno dei quali però doveva essere ricompreso un periodo minimo di riposo di 70 ore continuative.


Deroga cui molte aziende, ovviamente, si sono adattate. Spesso solo per i 14 giorni, "dimenticandosi" delle 70 ore di riposo.


Giunge FINALMENTE la parola STOP a queste aberrazioni legislative.


Con l’art. 14 della legge 161/2014, pubblicata il 10 novembre in Gazzetta Ufficiale (“Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2013-bis”), dal 25 novembre 2015 prevede:

“al fine di garantire la continuità nell’erogazione dei livelli essenziali delle prestazioni, i contratti collettivi nazionali di lavoro del comparto sanità disciplinano le deroghe alle disposizioni in materia di riposo giornaliero del personale del Servizio sanitario nazionale preposto ai servizi relativi all’accettazione, al trattamento e alle cure, prevedendo … equivalenti periodi di riposo compensativo, immediatamentesuccessivi al periodo di lavoro da compensare... Nelle more del rinnovo dei contratti collettivi vigenti, le disposizioni contrattuali in materia di durata settimanale dell’orario di lavoro e di riposo giornaliero... cessano di avere applicazione”.


Dall’anno prossimo, quindi, in un’ottica anche di riduzione dei danni (sappiamo tutti quanto siano correlati stanchezza ed errori…) la deroga ai riposi minimi NON SARA’ PIU’ AMMESSA.


Con buona pace delle aziende, che si dovranno adeguare, e dei sindacati che avevano firmato l’ennesima sciabolata sulle vite private degli infermieri.

Ultimo aggiornamento Martedì 02 Dicembre 2014 11:36
 

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