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Breve commentario al nuovo codice di deontologia medica PDF Stampa E-mail
Scritto da Tiziana Gusmini   
Mercoledì 04 Giugno 2014 08:28


Il 18 maggio 2014 la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO) ha approvato il nuovo codice di deontologia medica, a distanza di 8 anni dal precedente del 2006.

Sono stati introdotti 4 nuovi articoli, che segnano un adeguamento del codice ai progressi della medicina, delle tecnologie e delle modifiche gestionali e organizzative sanitarie:

  • art.76 - medicina potenziativa ed estetica

  • art.77 - medicina militare

  • art.78 - tecnologie informatiche

  • art.79 - innovazione e organizzazione sanitaria

Ma ciò che più ci preme sottolineare sono le modifiche ad alcuni degli articoli già esistenti.

L'art.3 stabilisce, accanto ai doveri del medico, le sue competenze, indicando chiaramente che

....Il medico esercita attività basate sulle competenze, specifiche ed esclusive, previste negli obiettivi formativi degli Ordinamenti didattici dei Corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia e Odontoiatria e Protesi dentaria, integrate e ampliate dallo sviluppo delle conoscenze in medicina, delle abilità tecniche e non tecniche connesse alla pratica professionale,...”.

In aggiunta a ciò, l'art.6 – qualità professionale e gestionale - , stabilisce l'obbligo di un costante aggiornamento basato sulle conoscenze scientifiche.

Infine l'art.13 sancisce che la prescrizione deve fondarsi su evidenze scientifiche, linee guida e protocolli.

Leggendo questi articoli non possiamo esimerci dal notare alcune similitudini con le modalità di definizione del campo proprio di attività e responsabilità dell'infermiere, definite nella Legge 42/1999, con l'obbligo di aggiornamento indicato nel D.M. 739/1994 e nel Codice Deontologico degli Infermieri del 2009.

Che si stia forse arrivando verso un'equità nella scelta dei parametri per determinare l'autonomia e la responsabilità delle diverse figure di professionisti sanitari?

La legge 42/1999 poneva anche due limiti al riguardo, uno dei quali veniva definito come “le competenze previste per le professioni mediche”.

E queste competenze le ritroviamo sempre dell'art.3 del codice di deontologia medica, dove viene ribadito che “....la diagnosi a fini preventivi, terapeutici e riabilitativi è una diretta, esclusiva e non delegabile competenza del medico....”, e nell'art.13, riguardante la prescrizione ai fini di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, connotata dalle stesse caratteristiche di esclusività e non delegabilità.

Qual'è la conseguenza di tutto ciò per noi?

Che finalmente abbiamo un documento ufficiale dove viene chiaramente indicato che le uniche attività proprie della professione medica rispetto alle altre professioni sanitarie sono la diagnosi e la prescrizione di terapie.

Ora non abbiamo più scuse per non far valere la nostra autonomia, le nostre competenze e la nostra responsabilità.

 

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