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Notizie del 18 aprile - Giornata mondiale del radioamatore PDF Stampa E-mail
Scritto da Eugenio Cortigiano   
Giovedì 18 Aprile 2013 14:44


Roma, donna morta dopo inizione liquido risonanza: autopsia per chiarire cause

Dopo la denuncia del marito, la procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio colposo. Le indagini dovranno chiarire se e quali responsabilità hanno i medici.

Saranno i risultati dell'autopsia, disposta dalla procura di Roma, a fare luce sul decesso di una donna di 53 anni morta lo scorso 11 aprile al policlinico Umberto I dopo l'iniezione del liquido di contrasto iniettato per la risonanza magnetica. Dopo la denuncia del marito, la procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio colposo. La donna, secondo quanto raccontato dal marito, era allergica al liquido che le e' stato iniettato. Le indagini dovranno chiarire se e quali responsabilita' hanno i medici.


Palermo, la finanza scopre tre falsi ciechi. Uno aveva anche il profilo Facebook

Percepivano la pensione d'invalidità da oltre 30 anni, ma ci vedevano benissimo. Truffa ai danni dello Stato per oltre 520mila euro. Sequestrati beni e conti correnti.

Percepivano la pensione di invalidità da oltre 30 anni perché certificati ciechi assoluti. Ma giocavano a carte, andavano dal barbiere e a fare la spesa senza alcuna difficoltà. Uno aveva addirittura un profilo Facebook. Si tratta di tre persone - due uomini e una donna - denunciati dalla guardia di finanza di Bagheria, in provincia di Palermo, per truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche. Una truffa che ha provocato allo Stato, negli anni, un danno per oltre 520 mila euro. Ai truffatori sono stati sequestrati 5 terreni, 4 depositi bancari e 2 conto correnti, un'autovettura

Un cinquantenne di Santa Flavia risultava non vedente dal 1974, ma nel suo profilo Facebook erano postate numerose immagini comprovanti una vita del tutto normale. Intestatario di un auto, i finanzieri lo hanno monitorato e filmato mentre passeggia parlando al cellulare, spazza il cortile di casa e va dal barbiere senza alcun aiuto o difficoltà. Poi gli hanno chiesto lo scontrino all'uscita da un negozio e lui ha firmato anche il verbale.

Gli altri due sono fratelli di Misilmeri - un uomo e una donna - ai quali, contestualmente, nel 1988 era stata diagnosticata la cecità. L'uomo era assiduo frequentatore del bar della piazzetta dove si recava per la quotidiana partita a carte e sempre da solo, senza accompagnamento, si spostava per andare dal tabaccaio oppure al market. La sorella, invece, è stata filmata mentre porta le borse della spesa a casa o mentre, trovandosi sul marciapiedi del centro cittadino, schivava un passeggino lamentandosi poi nei confronti della madre che lo conduceva per non averle ceduto il passaggio. Entrambi, tuttavia, si guardavano bene dal riscuotere personalmente i sussidi mensili e, per questo, avevano formalmente delegato al ritiro della pensione alcuni familiari.

I tre sono stati scoperti durante l'indagine 'Fake Blind', 'falsi ciechi', che ha controllato gli invalidi riconosciuti dall'Inps e i loro cartellini fotografici presso le anagrafi comunali. ''Questo preliminare screening -spiegano alla Guardia di Finanza- ha fatto emergere alcune posizioni soggettive connotate da evidenti incompatibilità con la condizione di cecità assoluta, fra cui l'intestazione di automezzi e infrazioni al codice della strada, così come una attiva vita sociale rilevata dai principali social network. E' poi seguita una mirata attività di osservazione e di pedinamento, con foto e riprese video, nei riguardi dei soggetti maggiormente sospettati di avere per lungo tempo truffato lo Stato''.


Italiani consumano troppo sale, il doppio del limite Oms

Gli italiani consumano tanto, troppo sale: piu' del doppio rispetto al limite giornaliero fissato dall'Oms per non rischiare la salute. E' l'allarme lanciato dal ministero della Salute sui dati del progetto "Minisal" del Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie. Il consumo di sale nella popolazione italiana sia ancora notevolmente superiore a quanto raccomandato dall'OMS (meno di 5 grammi al giorno), con valori medi di 12 grammi per gli uomini e 9 grammi per donne (con valori piu' elevati per le regioni del Sud). Inoltre i soggetti ipertesi consumano solo un 1 grammo al giorno in meno della media della popolazione, contrariamente alle raccomandazioni mediche che invitano gli ipertesi a ridurre decisamente il consumo di sale. Nei bambini il consumo di sale aumenta progressivamente con l'eta' attestandosi su valori elevati gia' all'eta' di 9 anni (8 grammi al giorno). La riduzione del consumo di sale e' uno degli obiettivi prioritari dell'OMS e dell'Unione Europea, nell'ambito delle strategie di prevenzione delle malattie croniche non trasmissibili, nonche' uno degli obiettivi perseguiti dal Ministero della Salute con il programma "Guadagnare Salute: rendere facili le scelte salutari dei cittadini" che, nell'ambito di politiche integrate per la prevenzione, incoraggia il settore della produzione e della trasformazione agro-alimentare, coerentemente con gli obiettivi generali di salute pubblica, alla riformulazione degli ingredienti di alcuni alimenti, al fine di ridurre il livello dei grassi totali, dei grassi saturi, degli zuccheri e, in particolare, del sale. Nell'ambito degli accordi stipulati a partire dal 2009 che hanno determinato la riduzione del quantitativo di sale in diverse tipologie di pani, artigianali o industriali, nonche' in alcune tipologie di paste fresche e primi piatti pronti surgelati, i tecnici del Ministero hanno incontrato nei giorni scorsi i rappresentanti delle Associazioni di panificatori artigianali ed industriali (Federazione Italiana Panificatori, Assipan Confcommercio, Assopanificatori Fiesa Confesercenti, Associazione Italiana Industrie prodotti alimentari- AIIPA, Associazione Produttori Pane Confezionato- APPC, Consorzio Nazionale delle Cooperative di Consumatori- COOP Italia), dell'Azienda Puratos Italia S.P.A, dell'Associazione Produttori Pasta Fresca (APPF), e dell'AIIPA settore surgelati, nonche' diversi esponenti del mondo scientifico.


Alcol e guida, 2,5 milioni giovani a rischio. Dati Iss, non percepiscono gravità problema.

Sono quasi due milioni e mezzo i giovani che rischiano periodicamente di mettersi alla guida dopo aver bevuto troppo, molti dei quali non hanno una percezione della gravità del problema. Lo afferma un'elaborazione dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss), presentata oggi nel corso di un convegno per l'Alcol Prevention Day. Secondo i dati, circa 1.400.000 giovani maschi e 950.000 femmine ammettono di essere dediti al cosiddetto 'binge drinking', consumando più di 6 bevande in una sola volta.

Questi soggetti, spiegano gli esperti dell'Iss, sono da considerarsi potenzialmente esposti, nel caso in cui si mettessero alla guida, non soltanto a un rischio legato alla salute per se stessi e verso terzi, ma anche di incorrere nelle nuove sanzioni amministrative introdotte nel codice della strada. Il rischio è confermato dallo Studio Passi 2010-2012, da cui emerge che l'11% circa degli intervistati nel campione di popolazione generale del pool di 9.594 Asl ha guidato sotto l'effetto dell'alcol, con un minimo rilevato in Basilicata (11,1%) ed un massimo in Friuli Venezia Giulia (12,7%).

Tra gli strumenti per aiutare i giovani a valutare il rischio, da qualche mese c'é 'Adrenalina pura', la nuova app messa a punto dal ministero della Salute per calcolare il tasso etilico nel sangue, che permette anche di scaricare musica: "L'intento è rivolgersi a quei giovani che consumano alcolici con modalità rischiose per la salute e la sicurezza - chiarisce Emanuele Scafato, Direttore dell'Osservatorio Alcol dell'Iss - spesso influenzati negativamente da mode e tendenze che sollecitano l'uso dell'alcol come sostanza".


Vaccini salvano 3 mln vite l'anno, al via settimana europea. Dal 22 al 27 aprile; 1,5 mln bimbi muoiono per cause prevenibili

NEL MONDO 1,5 MLN MORTI BIMBI EVITABILI CON VACCINI

IN ITALIA MIGLIAIA CASI MORBILLO E ROSOLIA EVITABILI

DA TUMORI AD ALZHEIMER E DIABETE, ECCO I VACCINI IN SPERIMENTAZIONE

VACCINI DEL FUTURO SARANNO ‘ELISIR LUNGA VITA’ PER GLI ANZIANI

Ogni anno nel mondo muoiono un milione e mezzo di bambini per cause prevenibili con una semplice vaccinazione, e solo in Europa quasi 700mila persone non hanno accesso alle immunizzazioni di base, che invece salvano almeno tre milioni di soggetti annualmente. Lo ricorda la sezione europea dell'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), che dal 22 al 27 aprile celebra l'ottava edizione della European Immunization Week (Settimana europea per le vaccinazioni), in contemporanea con il resto del mondo. Quasi il 40% delle morti infantili prevenibili nel mondo, afferma il sito dell'agenzia, è dovuto al morbillo, seguito, tra le cause, dall'hemofilus influentiae (27%), dalla pertosse (20%) e dal tetano neonatale. Proprio il morbillo, che doveva secondo i piani essere eradicato nel 2015 dall'Europa, sta invece tornando 'in auge' proprio a causa di un rallentamento sul fronte delle vaccinazioni: se tra il 1997 e il 2009 i casi si sono ridotti del 96,5%, tra il 2009 e il 2011 sono risaliti del 455%, tornando da 7mila a 37mila. L'Italia in questo campo é fra i peggiori in Europa, con 682 casi nel 2012. "Il grande sviluppo delle vaccinazioni negli ultimi 30 anni ha portato a grandi traguardi, come l'eliminazione della polio - si legge sul sito Oms - ma molto c'é ancora da fare. Gruppi non immunizzati persistono in tutti i paesi europei, e poiché le malattie sono tenute sotto controllo dai vaccini, i genitori e i medici, paradossalmente, non ne hanno più paura. Inoltre, in un momento di revisione delle spese sanitarie, l'impegno delle istituzioni sta diminuendo".


Emofilia: in Italia 4mila malati. 63% regioni senza protocollo emergenze

'Open day' a Roma in occasione della nona Giornata Mondiale dell'Emofilia che si celebra quest'anno con lo slogan ''Close the Gap'', motto che riassume l'obiettivo di promuovere pari livelli di trattamento e accesso ai farmaci per tutti i pazienti, indipendentemente dalla loro collocazione geografica.

Se, come ricordato dal ministro Balduzzi, infatti, ''il 75% dei pazienti emofilici a livello mondiale non riceve alcun trattamento o riceve un trattamento non adeguato'', nel nostro Paese esistono notevoli differenze fra Regioni in tema di servizi e assistenza offerti.

In particolare, in base ad un'indagine svolta da FedEmo su 19 Regioni italiane e' emerso che nel 63% delle Regioni non esiste un protocollo per la gestione delle emergenze nei pazienti coagulopatici, nel 32% delle Regioni i farmaci per il trattamento delle coagulopatie non sono immediatamente disponibili presso le strutture di emergenza, nel 42% delle Regioni non e' prevista la reperibilita' di un medico specialista in coagulopatie, nel 58% delle Regioni non e' disponibile un laboratorio per la titolazione degli inibitori, in particolare nelle fasce orarie notturne e festive Oggi sono 54 in totale i Centri Emofilia (CE) presenti sul territorio italiano : 10 sono dislocati nel Nord-Ovest, 16 nel Nord-Est, 9 nel Centro, 14 nel Sud e 5 nelle Isole. Gli ultimi CE attivati si trovano a Chieti, Termoli e Verona. Anche le dimensioni ed i servizi offerti dai vari centri variano enormemente, con CE che seguono oltre 350 pazienti gravi e altri con meno di dieci pazienti gravi.

L'emofilia e' una malattia rara di origine genetica, dovuta ad un difetto della coagulazione del sangue, caratterizzata dalla carenza parziale o totale di una proteina nel sangue, il fattore VIII ed il fattore IX. A causa di questo deficit gli emofilici subiscono facilmente emorragie esterne ed interne, piu' o meno gravi. Si tratta di una patologia che in Italia colpisce oltre 4.300 persone (8.800, invece, quanti sono affetti da Malattie Emorragiche Congenite - MEC). In Europa le persone affette da emofilia A e B sono circa 31.000.

L'emofilia A e' la forma piu' comune ed e' dovuta ad una carenza del fattore VIII della coagulazione. L'incidenza e' di 1 caso ogni 10.000 maschi.

L'emofilia B e' provocata dalla carenza del fattore IX della coagulazione. L'incidenza e' di 1 caso ogni 30.000 maschi.


Violenza sulle donne, eventi speciali per la VI edizione di "A Corto di Donne"

Un reading e un cortometraggio contro il femminicidio. Domani - venerdì 19 aprile - a Pozzuoli si terrà la seconda giornata di "A Corto di Donne", il concorso internazionale di cortometraggi al femminile che si apre con due eventi speciali a Pozzuoli. L'appuntamento è per le 11 a Palazzo Toledo, in via Ragnisco 29. Reading "La violenza sulle donne" a cura delle attrici Mariella Fabbris, Adele Pandolfi e Elena Ruzza. Verranno lette anche alcune lettere delle detenute del Carcere Femminile di Pozzuoli. Seguirà proiezione del cortometraggio "Forbici" di Maria Di Razza. Il lavoro è tratto da un fatto di cronaca avvenuto a Napoli il 2 luglio del 2012 ed è tra le opere del film partecipato "Oggi insieme, domani anche", un docu-film inchiesta sull'amore a cura di Antonietta De Lillo. Maria Di Razza è laureata in matematica ed è informatica di professione; da sempre appassionata di cinema. Nel 2007 dirige "Ipazia", un cortometraggio sulla figura della scienziata egiziana del V secolo d. C.. Collabora con il "Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli e con "A Corto di Donne". "A Corto di Donne" continua (dalle ore 17) alle Terme Stufe di Nerone con la proiezione di quindici cortometraggi di animazione, fiction, documentari e video arte provenienti da tutto il mondo. Programma fino al 21: Sabato 20 (alle ore 11,00) a Palazzo Toledo incontro con Chiara Vigo. L'ultimo Maestro di bisso, le cui opere sono esposte nei più prestigiosi musei del mondo, intervistata dalla giornalista Susanna Lavazza, autrice del libro "Dal buio alla luce, il bisso marino e Chiara Vigo". Nel pomeriggio proiezioni alle Terme Stufe di Nerone dalle 17 alle 20 di ulteriori quindici opere. Domenica 21 (alle ore 11) a Palazzo Toledo "Dialoghi di cinema": gli ospiti del festival a confronto con il pubblico, gli studenti e gli addetti ai lavori. Alle Terme Stufe di Nerone: alle ore 18 proiezione degli ultimi cinque corti in concorso. Alle 19,30 evento speciale con la proiezione del corto "Forbici" di Maria Di Razza; alle 20 cerimonia di premiazione e proiezione dei quattro cortometraggi vincitori. Il festival, organizzato dal Comune di Pozzuoli, dall'associazione culturale "Quicampiflegrei" e dal Coordinamento Donne Area Flegrea, si avvale della direzione artistica di Giuseppe Borrone e Adele Pandolfi, e della direzione organizzativa di Rossana Maccario e Aldo Mobilio. Patrocini: Azienda Autonoma di Cura, Soggiorno e Turismo di Pozzuoli, Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, Centro Archivio Donne - Università degli Studi di Napoli L'Orientale e Pari e Dispari - Sportello Pari Opportunità del Comune di Napoli presso l'Università Suor Orsola Benincasa. "A Corto di Donne" è un evento organizzato senza scopo di lucro per la promozione e la valorizzazione del talento femminile espresso attraverso il linguaggio del cinema.


Amref rilancia il progetto “Personale sanitario per tutti”

In Africa e Asia per scarsità di operatori e in Europa per l'invecchiamento della popolazione, la ricerca di infermieri diventa spasmodica.

Ancora oggi un miliardo di persone nel mondo non vedrà mai un operatore sanitario nella sua vita: più di 50 Paesi, specie in Africa e Asia meridionale, soffrono di una critica carenza di personale dedicato alla cura della salute.

E nei Paesi europei, in cui la popolazione sta invecchiando, il numero delle persone che necessita di cure di lungo termine aumenta, alimentando così la domanda di operatori sanitari.

Per questo, nella prima Settimana mondiale del personale sanitario (che si conclude oggi), prende nuovo vigore il progetto “Personale sanitario per tutti e tutti per il personale sanitario”, un'iniziativa promossa dalla Società civile di Italia, Romania, Polonia, Gran Bretagna, Belgio, Spagna, Germania e Olanda) e finanziata dall'Unione Europea, che vuole contribuire a garantire una presenza sostenibile e adeguata di personale sanitario a livello globale. Un impegno condiviso anche dalla Federazione nazionale Ipasvi, che ha sottoscritto il Manifesto del 2012.

Il progetto (attivamente sostenuto da Oms Europa e dalla Global Health Workforce Alliance) mira, con il sostegno di cittadini e operatori sanitari, a coinvolgere politici e stakeholder nell'implementazione del Codice globale di condotta per il reclutamento internazionale del personale sanitario dell'Oms, adottato nel 2010 per promuovere principi volontari e buone pratiche per un reclutamento internazionale etico di personale sanitario e a sostenere il rafforzamento dei sistemi sanitari.

In Italia, capofila del progetto è Amref, la cui responsabile Advocacy locale è Giulia De Ponte, che spiega: “Da anni, i Paesi africani vedono migrare il proprio personale sanitario, e perdono, con esso, gli investimenti fatti nella sua formazione; ma la stessa Italia Paese di arrivo per migliaia di infermieri extra europei, rischia di tramutarsi oggi, a causa dei tagli alla spesa sanitaria, in un Paese da cui medici e infermieri partono per cercare lavoro all'estero”.

Poiché il mercato del lavoro è sempre più globalizzato, la crescita della domanda ha stimolato la mobilità del personale sanitario; ma, il reclutamento all'estero degli operatori può peggiorare la situazione di carenza di personale qualificato.

Ultimo aggiornamento Giovedì 18 Aprile 2013 14:45
 

Notizie flash

Corso di aggiornamento: INTERVENIRE SULLA SCENA DEL CRIMINE

Per informazioni contattare la Segreteria AcISF

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Hotel Piccadilly 06.70.47.48.58

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