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Cassazione: infermiere occasionale? Non è reato... PDF Stampa E-mail
Scritto da Eugenio Cortigiano   
Lunedì 19 Aprile 2010 11:16

E’ di questi giorni la notizia che la Corte di Cassazione ha emesso una sentenza -n° 14603/2010- in cui sancisce che chi s’improvvisa infermiere senza averne l'abilitazione non commette alcun reato, purché sia attività saltuaria, non retribuita e svolta solo per sopperire alla carenza di personale infermieristico. Con questa sentenza è stato annullato un doppio verdetto di condanna ed è stata assolta una coordinatrice di una casa di riposo che, pur non essendo infermiera, aveva svolto attività tipicamente infermieristiche (aveva tentato di praticare un prelievo ematico e in altre occasioni aveva eseguito iniezioni sotto cute – insulina -  o intramuscolo ai pazienti ricoverati). Secondo i Giudici, le mansioni esercitate dall'imputata "ove eseguite non a titolo professionale ma per sopperire saltuariamente alla carenza del personale infermieristico, rispettando le cadenze, i tempi e le modalità stabilite dal medico, non integrano il reato" punito dall'art. 348 C.P (abusivo esercizio di una professione), anche a fronte del fatto che, spiegano i supremi Giudici, la coordinatrice aveva svolto queste attività, che "generalmente si praticano in via di automedicazione", gratuitamente e "in mancanza temporanea di personale sanitario".


L'AILF considera questa Sentenza un affronto ed un attacco alla credibilità della nostra professione, già abbontantemente svilita sui media.
E' nostra intenzione supportare qualsiasi azione la Federazione IPASVI voglia intraprendere presso le sedi istituzionali, anche internazionali, per ribaltare questa decisione della Suprema Corte.
Dichiarare, come è stato fatto, che svolgere attività riservate per legge all'infermiere senza esserlo non costituisce reato purchè "eseguite non a titolo professionale ma per sopperire saltuariamente alla carenza del personale infermieristico, rispettando le cadenze, i tempi e le modalità stabilite dal medico" significa anche esporre i pazienti ad un grave pericolo ed al rischio di danni, anche permanenti, non sussistendo le capacità tecniche e formative da parte di chi esegue tali manovre.
Vi terremo informati sugli sviluppi della vicenda, nel frattempo il consiglio è stimolare, con lettere e mail, il proprio Collegio IPASVI affinchè facciano pressione sulla Federazione.

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Ultimo aggiornamento Venerdì 25 Ottobre 2013 20:04
 

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