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SONO APERTE LE ISCRIZIONI 2019 PDF Stampa E-mail
Scritto da Ufficio di Presidenza   
Mercoledì 30 Gennaio 2019 13:02

Possono iscriversi all'AIILF tutti i professionisti sanitari, anche non infermieri. Gli infermieri che hanno già acquisito il master in infermieristica legale e forense, o equipollente, possono iscriversi come SOCI ORDINARI, gli altri come SOCI SOSTENITORI.

Per diventare soci AIILF è sufficiente compilare il modulo on-line e versare la quota associativa, inviare ricevuta di versamento della quota di associazione.

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- 25€ per i soci ordinari (in possesso del master in Infermieristica Legale e Forense o equipollente)

- 15€ per i soci sostenitori

 
Il governo ha davvero salvato gli abusivi? PDF Stampa E-mail
Scritto da Consiglio Direttivo AIILF   
Martedì 25 Dicembre 2018 18:44

La notizia, corredata da post allarmistici ed allarmati, ha fatto subito il giro del web, in particolare, come era ovvio, sui social network e sui gruppi infermieristici.


Una buona dose di ignoranza, o perlomeno scarsa preparazione dei giornalisti che hanno pubblicato la notizia, ha fatto il resto.


Vi risparmiamo la selezione di "buttiamo la laurea tanto è inutile", "da domani allora faccio il chirurgo" e l'inossidabile "ma la FNOPI che fa?" apparsi nei commenti dei social come funghi dopo un temporale estivo.


La lettura del solo titolo di una notizia non basta per comprendere e valutare la notizia stessa, ma ancora moltissimi non l'hanno capito (o forse fa comodo non capire).


Come sempre l'AIILF ha atteso di avere tutti gli elementi necessari prima di esprimere una valutazione oggettiva, professionale e non politica del provvedimento.


Ripercorriamo quindi in breve la storia del "famigerato" comma 283bis del maxiemendamento del Governo alla Legge di Stabilità 2019 (la cosidetta "finanziaria").


Iniziamo dal punto che più ci coinvolge: il suddetto comma NON RIGUARDA MINIMAMENTE GLI INFERMIERI.


Sana invece il vuoto legislativo per tutte le professioni sanitarie che fino all'anno scorso non erano dotate di albo ed hanno quindi vissuto in un limbo legislativo a differenza di quanto avvenuto per gli infermieri.


Educatori professionali, dietisti, pedagogisti, insieme alle altre professioni sanitarie non mediche, che avevano frequentato i corsi regionali a loro tempo abilitanti, non avevano mai ottenuto l'equiparazione del titolo a quello universitario necessario dopo la legge 42/99.


Agli infermieri questo "limbo" è stato risparmiato, prevedendo fin dall'inizio l'equipollenza del titolo e quindi consentendo anche ai vecchi diplomati dei corsi regionali di esercitare la professione ed prevedendo il diritto/dovere di iscrizione all'ordine.


Non essendo previsto all'epoca invece nessun albo per quasi tutte le altre professioni sanitarie, il problema è rimasto silente per molti anni.


Finchè uno dei decreti attuativi alla legge firmata dall'ex ministro della Salute Lorenzin, approvata dal Parlamento il 22 dicembre dello scorso anno, ha previsto la costituzione degli Albi delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione:


a) albo della professione sanitaria di tecnico sanitario di laboratorio biomedico;


b) albo della professione sanitaria di tecnico audiometrista;


c) albo della professione sanitaria di tecnico audioprotesista;


d) albo della professione sanitaria di tecnico ortopedico;


e) albo della professione sanitaria di dietista;


f) albo della professione sanitaria di tecnico di neurofisiopatologia;


g) albo della professione sanitaria di tecnico fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare;


h) albo della professione sanitaria di igienista dentale;


i) albo della professione sanitaria di fisioterapista;


j) albo della professione sanitaria di logopedista;


k) albo della professione sanitaria di podologo;


1) albo della professione sanitaria di ortottista e assistente di oftalmologia;


m) albo della professione sanitaria di terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva;


n) albo della professione sanitaria di tecnico della riabilitazione psichiatrica;


o) albo della professione sanitaria di terapista occupazionale;


p) albo della professione sanitaria di educatore professionale;


q) albo della professione sanitaria di tecnico della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro


La costituzione di un albo della professione porta con sé una serie di requisiti per l'iscrizione, come una "laurea abilitante all'esercizio della professione sanitaria, ovvero titolo equipollente o equivalente alla laurea abilitante".


Nuovi corsi di laurea sono stati introdotti dal 1999 in poi e chi operava già in quei settori dopo aver conseguito un titolo con il vecchio ordinamento, ora con l'istituzione degli albi rischiava di venir escluso dallo specifico albo di competenza, perdendo così la possibilità di poter continuare ad esercitare la professione.


Chi aveva, ad esempio, conseguito un titolo regionale come educatore professionale (magari aggiungendoci anche, nel tempo, un Master Universitario come quello in coordinamento) e poteva quindi operare in strutture socio-assistenziali e socio-sanitarie come Asl, ospedali o residenze protette, ai sensi della legge Lorenzin avrebbe dovuto acquisire la nuova laurea, attualmente necessaria, per l'iscrizione al nuovo albo e per poter quindi continuare ad esercitare la propria professione, malgrado l'esperienza acquisita negli anni.


Lo stesso esempio si può estendere a fisioterapisti e tecnici di laboratorio, così come a logopedisti ed ortottisti ed altri migliaia di professionisti che, dopo la legge Lorenzin, hanno visto a rischio il proprio posto di lavoro.


Quindi il comma in questione si occupa di professionisti FORMATI ed ABILITATI e NON di ABUSIVI, come ha sbandierato ai 4 venti chi ha fatto solo una superficiale lettura dei titoloni, o peggio chi è dedito alla denigrazione tout court.


Professionisti, ESATTAMENTE come gli infermieri formati con il vecchio ordinamento (diplomi regionali) cui questo "calvario legislativo" è stato risparmiato.


Il comma 283-bis va a modificare la legge vigente e concede una deroga (NON una sanatoria) per l'iscrizione agli Albi da parte dei professionisti senza i titoli attualmente necessari (laurea), a patto che abbiano esercitato quella professione per almeno 36 mesi negli ultimi 10 anni, anche in modo non continuativo. Peraltro si tratterà di "elenchi speciali ad esaurimento", accessibili cioè ORA per coloro che sono in possesso di titoli "antichi"; albi quindi che andranno a scomparire quando gli iscritti verranno posti in pensionamento.


Questi, grazie alla manovra finanziaria, potranno continuare a svolgere la professione a patto che si iscrivano, entro il 31 dicembre 2019, in appositi elenchi speciali che saranno costituiti dal Ministero della Salute entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge di bilancio. L'iscrizione a queste liste speciali sarà sotto il diretto controllo dell'Ordine di appartenenza ma ovviamente non comporterà un'equiparazione (bensì un'equipollenza) al titolo di laurea.


Permetterà loro quindi di continuare ad esercitare la professione, esattamente come è successo per gli infermieri con i titoli regionali.


NESSUNO quindi potrà esercitare una professione sanitaria SENZA TITOLI, come paventato anche da alcune associazioni professionali (comprese quelle che non rientrano nemmeno in questa modifica).


Viene solamente riconosciuta la formazione precedente alla legge 42/99 e permesso a questi professionisti "senza laurea" di potersi guadagnare da vivere continuando a fare quello che hanno fatto per decine di anni, esercitando la professione che amano.

Ultimo aggiornamento Martedì 25 Dicembre 2018 18:50
 
Iscriviti all'Associazione PDF Stampa E-mail
Scritto da Ufficio di Presidenza   
Sabato 12 Dicembre 2009 22:49

SONO APERTE LE ISCRIZIONI 2019

 

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 30 Gennaio 2019 12:56
 
Quando il medico scavalca tutti. Anche se stesso. PDF Stampa E-mail
Scritto da Direttivo Nazionale AIILF   
Lunedì 12 Novembre 2018 10:29

Prendiamo spunto da una richiesta di aiuto ricevuta via Facebook.

Avremmo, (inteso come team di reparto, ovvero una semi intensiva post operatoria), un problema: succede spesso che i chirurghi chiedano, a noi infermieri, di consegnare le bottigliette per l esecuzione della ginnastica respiratoria, (fkt respiratoria, peep), in maniera “automatica”, bypassando la consulenza fisiatrica che in teoria, dopo la visita al pz, determinerebbe i criteri di questa fkt respiratoria (cm d’ acqua da mettere, lunghezza del tubo, cicli da effettuare e soprattutto supervisione della corretta esecuzione). ora mi chiedo, qualora mi rifiutassi di consegnare la bottiglietta sarei dalla parte della ragione? il gesto in se, ovvero riempire la bottiglietta d acqua con un tubicino e consegnarla al pz, e’ semplice, questo e’ fuori dubbio, ma perche’ dopo anni di studio e sacrifici, devo ritrovarmi a lavorare in maniera “automatica”, senza conoscere il razionale teorico di quella ginnastica respiratoria? perche’ si istituisce un corso di laurea in infermieristica dove ci insegnano a lavorare chiedendoci sempre il “perche’” di un’azione, per poi dover finire a svolgere un compito che non sarebbe il nostro, in maniera meccanica, sminuendo l esercizio in se e la nostra figura di professionisti?

Primo punto.

L'unione tra infermieri. Finalmente!

Facezie a parte, questo è l'unico sistema per trovare soluzioni nella vita lavorativa quotidiana.

Punto primo, vero.

La FKT respiratoria è un intervento multidisciplinare, in particolare, trattandosi di riabilitazione, dovrebbe essere preceduta da una valutazione da parte del fisiatra, con prescrizione completa di settaggi, tempistiche e modalità, calibrate su ogni utente, in base alle sue necessità.

Per una citazione si può utilizzare l'art.12 del Codice Etico della FNOMCEO, l'ordine dei medici.

titolo 2° - DOVERI GENERALI DEL MEDICO
CAPO IV - ACCERTAMENTI DIAGNOSTICI E TRATTAMENTI TERAPEUTICI 
Art. 12 Prescrizione e trattamento terapeutico

La prescrizione di un accertamento diagnostico e/o di una terapia impegna la responsabilità professionale ed etica del medico e non può che far seguito a una diagnosi circostanziata o, quantomeno, a un fondato sospetto diagnostico.
Su tale presupposto al medico è riconosciuta autonomia nella programmazione, nella scelta e nella applicazione di ogni presidio diagnostico e terapeutico, anche in regime di ricovero, fatta salva la libertà del paziente di rifiutarle e di assumersi la responsabilità del rifiuto stesso.
Le prescrizioni e i trattamenti devono essere ispirati ad aggiornate e sperimentate acquisizioni scientifiche anche al fine dell’uso appropriato delle risorse, sempre perseguendo il beneficio del paziente.
Il medico è tenuto a una adeguata conoscenza della natura e degli effetti dei farmaci, delle loro indicazioni, controindicazioni, interazioni e delle prevedibili reazioni individuali, nonchè delle caratteristiche di impiego dei mezzi diagnostici e terapeutici e deve adeguare, nell’interesse del paziente, le sue decisioni ai dati scientifici accreditati e alle evidenze metodologicamente fondate.
Sono vietate l’adozione e la diffusione di terapie e di presidi diagnostici non provati scientificamente o non supportati da adeguata sperimentazione e documentazione clinico-scientifica, nonché di terapie segrete.
In nessun caso il medico dovrà accedere a richieste del paziente in contrasto con i principi di scienza e coscienza allo scopo di compiacerlo, sottraendolo alle sperimentate ed efficaci cure disponibili.
La prescrizione di farmaci, per indicazioni non previste dalla scheda tecnica o non ancora autorizzate al commercio, è consentita purchè la loro efficacia e tollerabilità sia scientificamente documentata.
In tali casi, acquisito il consenso scritto del paziente debitamente informato, il medico si assume la responsabilità della cura ed è tenuto a monitorarne gli effetti.
E’ obbligo del medico segnalare tempestivamente alle autorità competenti, le reazioni avverse eventualmente comparse durante un trattamento terapeutico.

"La prescrizione di un accertamento diagnostico e/o di una terapia [OMISSIS] non può che far seguito a una diagnosi circostanziata"

Perchè sia "circostanziata" è quindi obbligatorio che sia preceduta da una anamnesi e da una valutazione de visu dell'utente.

"fatta salva la libertà del paziente di rifiutarle"

Se la prescrizione è meccanicistica e non calibrata sull'utente, come può egli rifiutarsi?

Il consenso informato è un altro degli obblighi di legge a cui il medico deve attenenersi (legge n. 219 del 22 Dicembre 2017).


L'esecuzione della FKT respiratoria rientra inoltre tra le responsabilità specifiche del fisioterapista. Non può quindi essere delegata all'infermiere. Il profilo professionale del fisioterapista è chiaro.

 

La FKT respiratoria è addirittura una specializzazione del fisioterapista stesso.

 

 

Se dopo il mio rifiuto di consegnare la bottiglietta, il medico scrivesse nel diario clinico l'accaduto, un domani il giudice potrebbe impurtarmi delle colpe?
Inoltre, se dopo il mio rifiuto si presentasse una complicanza (atelectasia polmonare), io avrei colpe nel non aver ottemperato ad una prescrizione, seppur non di mia competenza ?

Un'ultima cosa, la loro prescrizione a volte e' verbale, altre e' scritta (senza indicare nulla, ma solo "consegnata peep per fkt respiratoria"), per le modalita' hanno fatto produrre un foglio (con la sigla dell'ospedale e le firme dei fisiatri) che noi dovremmo consegnare al Pz assieme alla bottigletta. Sul foglio ci sarebbe le istruzioni per il Pz

Nessun giudice può imputare ad un infermiere di non aver ottemperato ad un compito improprio e non sicuro per l'utente. Anzi. Sono decine le sentenze che condannano gli infermieri per aver operato in modo meccanicistico, senza valutazione professionale del proprio operato.

L'unica garanzia è scrivere in cartella il motivo del rifiuto, in maniera chiara e netta.

Non parliamo nemmeno della "prescrizione verbale". Un orrore sul quale è meglio soprassedere.

Altro orrore, come descritto prima, è il foglio precompilato con la terapia!

Ribadiamo che la prescrizione, da norma come visto prima, deve essere PERSONALE, calibrata sul paziente e corredata di consenso informato.

L'infermiere non può accettare una situazione simile, che lo espone a molteplici rischi.

In primis alla condanna, in caso di problemi, per aver operato in maniera meccanicistica, per aver somministrato una terapia senza prescrizione medica (o comunque errata) ed in ultimo per abuso di professione, avendo ottemperato ad una mansione che è competenza esclusiva dei fisioterapisti.


In maniera più generica siamo di fronte ad un caso di delirio di onnipotenza dei medici, di totale abbandono dell'utente e della professionalità medica e di una gestione quantomeno superficiale di tutta l'assistenza.


Manca una valutazione attenta dell'utente.

Manca una prescrizione mirata e personale.

Manca la presenza del fisiatra.

Manca la cognizione delle professionalità altrui da parte dei medici dell'unità operativa.

Manca la presenza del fisioterapista.

Manca sopratutto un lavoro di equipe.


Sosterremo questi colleghi qualunque decisione e/o provvedimento adotteranno.


Ultimo aggiornamento Martedì 04 Dicembre 2018 07:43
 
Ed alla fine la correttezza ha pagato... PDF Stampa E-mail
Scritto da Direttivo Nazionale AIILF   
Lunedì 03 Dicembre 2018 08:23

Da settembre, dalla fatidica pubblicazione dell'Accordo tra FNOPI, CSM e CNF sugli albi CTU nei Tribunali, l'AIILF ha mantenuto lo stesso profilo e comportamento adottato in ogni circostanza: collaborativo ed attendista.

Non abbiamo mai, in nessuna occasione, espresso giudizi ed opinioni basati su preconcetti o su un immaginifico futuro.

Questo ha sempre attirato su di noi critiche e malignità.

Dal 2009, anno della nascita dell'AIILF, siamo stati accusati di essere pro Silvestro e contro la Silvestro, pro Mangiacavalli e contro Mangiacavalli, pro Nursind, pro Nursing Up, contro entrambi, contro uno dei sindacati confederali, ecc.

Anche fosse stata vera una di queste accuse ci chiediamo ancora quale sarebbe stata la nostra colpa...

La realtà, come detto e come evidente a chiunque non abbia preconcetti puerili, è che ci siamo sempre proposti, con chiunque, con idee, sostegno, proposte. Anche critiche, quando necessario, ma sempre improntandole sulla realtà fattuale, sulla correttezza e sulla proposività.

Le valutazioni le abbiamo sempre fatte sui fatti; quelli reali. Non su nostre posizioni pregiudiziali.


A settembre, dicevamo, in occasione dell'uscita dell'Accordo sugli Albi CTU, siamo usciti con una nota che seguiva coerentemente questo atteggiamento.

Abbiamo espresso delle preoccupazioni su alcuni punti, ma anche grande fiducia nell'operato della FNOPI, che fin dall'inizio di questo percorso ci ha coinvolti e che ha sempre esercitato al meglio la sua figura di garante della professione infermieristica.

Mentre altri attaccavano a testa bassa, qualcuno senza nemmeno aver letto attentamente il protocollo, AIILF si confrontava con la FNOPI, poneva domande, richiedeva chiarimenti.

Sopratutto abbiamo atteso che la FNOPI stilasse le "linee guida" per l'operatività dell'accordo.

Ed oggi eccole, queste linee guida.

Una circolare agli OPI che chiarisce il Protocollo e ne disciplina la messa in opera.

Come riportato anche nell'articolo apparso sul sito FNOPI le sicumère di qualcuno si sono rivelate del tutto infondate.

La Laurea Magistrale, pur rivestendo un valore primario nell'iscrizione agli Albi CTU, non è scriminante!

I requisiti, definiti "secondari" per praticità, mantengono quindi un peso specifico più che importante nella valutazione del singolo professionista che desidera iscriversi all'Albo presso il Tribunale.

Nessuna discriminazione quindi per gli Infermieri in possesso del solo master specialistico.

Maggiore valorizzazione della formazione secondaria e dell'esperienza.

Passa la linea che AIILF ha sempre richiesto e che FNOPI ha sempre portato avanti, coerentemente con la mission di rappresentare tutti gli Infermieri, e gli infermieri legali e forensi per quanto ci riguarda.

Crollano miseramente le critiche, premature e pregiudiziali, di chi si era stracciato le vesti, disegnando un futuro dove i laureati magistrali avrebbero occupato ogni posto, lasciando gli infermieri masterizzati al palo.


Eugenio Cortigiano

Presidente Nazionale AIILF

Ultimo aggiornamento Martedì 04 Dicembre 2018 07:42
 
AIILF: Prime valutazioni sul protocollo FNOPI, Consiglio Nazionale Forense e CSM. PDF Stampa E-mail
Scritto da Ufficio di Presidenza   
Sabato 22 Settembre 2018 10:38

AIILF: Prime valutazioni sul protocollo FNOPI, Consiglio Nazionale Forense e CSM.


Il protocollo siglato, che dovrebbe disciplinare apertura e tenuta degli albi per periti presso i tribunali italiani, è il frutto di un lavoro intenso e lungo, al quale abbiamo anche partecipato, almeno nella fase iniziale.


Ovviamente le valutazioni, specifiche come AIILF e generali per tutto il movimento associazionistico (AIILF e’ membro della Consulta delle Associazioni Infermieristiche presso la FNOPI), non possono prescindere dalla lettura completa di predetto protocollo; in attesa di riceverne copia integrale, quello che come AIILF e componenti della Consulta possiamo esprimere è soddisfazione per un protocollo che attendevamo da tempo, ma forte preoccupazione per alcuni aspetti che sembrerebbero mortificare una parte importante della formazione universitaria acquisita negli anni da molti infermieri: i Master Specialistici.


Dando ormai per scontata l'impossibilità a modificare il protocollo in sè, sulla scorta anche di quanto riferitoci personalmente dalla Presidente Mangiacavalli, riteniamo che la Consulta nel suo complesso, quale massimo rappresentante anche di quella parte di infermieri formatisi con Master Universitari Specialistici, debba richiedere alla FNOPI di agire laddove uno spiraglio è stato lasciato.


Il protocollo infatti, secondo quanto dichiarato dalla Presidente Mangiacavalli nell'articolo pubblicato sul sito FNOPI, è vero che prevede il possesso della Laurea Magistrale come condizione primaria per l'iscrizione agli albi CTU e periti, ma è altresì vero che nello stesso articolo viene segnalata la dicitura “salvo motivata ragione contraria” che deve essere esplicitata proprio dal possesso di master specialistico.

La FNOPI inoltre dovrà provvedere alla stesura delle linee guida operative in attuazione al protocollo stesso.


Abbiamo pertanto proposto alle altre Associazioni della Consulta di fare fronte comune e chiedere alla FNOPI di inserire in modo chiaro e netto nelle linee guida da inviare ai tribunali italiani che, laddove il candidato sia in possesso di Master Specialistico ma non di Laurea Magistrale, il titolo venga considerato equipollente ed il candidato ammesso alle valutazioni successive (percorso lavorativo, incarichi, esperienza professionale, ecc...).


Pur riconoscendo infatti la Laurea Magistrale come titolo estremamente qualificante, riteniamo altrettanto innegabile che esso rappresenti una formazione peculiare in un’ottica dirigenziale ma di scarso approfondimento per quanto riguarda la parte clinica.

Il Laureato Magistrale ha una sua specificità che può, e deve (in un futuro speriamo prossimo) indirizzarlo anche alla direzione di una intera azienda sanitaria, ma il Masterizzato ha una altrettanto valida formazione su ambiti più ristretti, specialistici e più clinici.

Dovendosi in questa ottica riconoscere la competenza peritale in ambiti, appunto, ristretti specialistici e clinici, riteniamo indispensabile ottenere, per i masterizzati di tutte le aree un giusto riconoscimento del percorso formativo e delle relative competenze acquisite nel momento in cui verranno prodotte le linee guida da parte della FNOPI.


Per i soci AIILF, di tutte le Associazioni Infermieristiche e per tutti gli infermieri masterizzati sarebbe un riconoscimento della formazione svolta ed una valorizzazione delle competenze avanzate, aspetto sul quale la FNOPI stessa ha ritenuto più volte doveroso puntare.


Se le altre Associazioni gradiranno la nostra proposta, se ne avranno di migliori, se la FNOPI intende limare i punti critici del protocollo, come sempre AIILF e’ disponibile a collaborare con chiunque ed in qualunque modo per migliorare e perfezionare la professione e la professionalità.

 

Il Direttivo Nazionale AIILF

Ultimo aggiornamento Sabato 22 Settembre 2018 10:40
 
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