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1° CONGRESSO NAZIONALE AILF PDF Stampa E-mail
Scritto da Eugenio Cortigiano   
Sabato 30 Ottobre 2010 22:18

Grazie!

Non facciamo bilanci. I bilanci sono per chi è arrivato.
Noi, voi, gli infermieri forensi invece sono appena partiti.
Spendo quindi volentieri queste righe per ringraziare, a nome mio e di tutto l'Ufficio di Presidenza dell'AILF, tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del 1° Congresso Nazionale dell'associazione.

Grazie, prima di tutto, a chi ci ha ospitato e ha patrocinato il Congresso, il Collegio Provinciale IPASVI di Parma, in particolare la Presidente, Dott.ssa Siri, che è stata presente ad entrambe le giornate, dimostrando interesse e partecipazione. 1° Congresso AILF

Grazie al Tenente Colonnello Lago, Comandante dei RIS di Parma, atteso per un semplice saluto e invece trattenutosi con noi per una improvvisata ed interessante relazione sul rapporto tra investigatori ed infermieri.

Un ringraziamento particolare al Generale Garofano, che è riuscito ad inserire tra i suoi numerosissimi impegni una partecipazione, breve ma interessante, al nostro congresso; la sua disponibilità a collaborare ancora con noi, anche in progetti più importanti, verrà sicuramente "sfruttata".

Grazie al Dott. Cuomo ed alla Dott.ssa Corretti, del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, Direzione Centrale di Sanità, per gli auguri e per aver permesso al collega della Polizia di Stato, Dott. Bellini, di partecipare al Congresso, facendoci conoscere la realtà, a quasi tutti ignota, degli infermieri in Polizia.

Grazie a Mauro Di Fresco, professore, avvocato, collega infermiere, ma sopratutto amico.

Un applauso alla Esprit, sopratutto a Margherita Vizio che si è spesa in prima persona, per essere riusciti a conciliare in maniera eccellente le nostre pressanti richieste di contenimento dei costi finali con l'organizzazione dell'intero Congresso.

Grazie ai colleghi che ci hanno dato fiducia, partecipando da tutta Italia, facendosi 9 ore di treno da Taranto o 6 da Ivrea o spostandosi con difficoltà da Catania. Grazie anche ai colleghi di Torino, di Arezzo, ma anche a quelli di Parma. Grazie per aver dimostrato reale interesse e partecipazione, tanto da doverci costringere a sospendere la prima giornata passate ormai le 19:00, ben oltre il programma. Sopratutto perchè hanno scommesso su di loro tramite l'associazione, e questo ci riempe di orgoglio. Ed infine, ma solo perchè sia più evidente, un grazie a Giovanni, perchè ha l'ammirazione di tutti.

Ultimo aggiornamento Sabato 30 Ottobre 2010 23:31
 
Un pò di riflessione PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 10 Novembre 2010 20:54

Con quest'articolo sono qui a presentarvi cinque sentenze emesse a vari livelli di giudizio. E' mia intenzione ringraziare Fabio Sanna, infermiere che stà completando il master di Infermieristica Forense a Roma, e che ha inviato questo materiale che andrò a presentarvi.

E' altresì mia intenzione commentare le sentenze, in quanto tutte queste, forse, confermano l'atteggiamento della legislazione, e degli organi di giustizia, nei confronti degli infermieri. Tutti atteggiamenti che potrebbero sembrare noti agli addetti ai lavori.

Tuttavia con l'intenzione di maggior chiarezza verso i “non addetti ai lavori” e con l'intenzione di dare la dovuta risonanza alle questioni trattate dalle sentenze allegate al presente documento, non potevo esigermi da fare alcuni commenti, seppur brevi.

La prima questione da affrontare è la competenza dell'infermiere. Sono molto lontani ormai (fortunatamente) i tempi in cui si era dei meri esecutori. La sentenza 1(numerate da me per semplicità....come dire...letteraria) afferma infatti come agli infermieri sia richiesto non solo la conoscenza del farmaco in se, ma anche le corrette modalità di somministrazione, via di somministrazione e dosaggio. Senza inoltre escludere quali possono essere i potenziali problemi a cui si va incontro durante la somministrazione di qualsivoglia farmaco.

Questa questione ormai è nota, ed è legata alla abolizione del mansionario.

Ma parlare di competenze mi offre la possibilità di introdurre il secondo argomento di questa mia breve relazione. Infatti è proprio nel riconoscere l'infermiere come attore protagonista del processo di cura di un malato che queste sentenze tracciano un comune denominatore. E quando le sue azioni vengono omesse si possono avere conseguenze come nella sentenza 2.

Altresì si ritrova l'attività di un professionista all'interno di equipè, come ci fa notare la sentenza numero 3.

E se dovessi parlare della posizione di garanzia che ricopre un professionista sanitario? La sentenza numero 4 ritorna, con un po di prepotenza se vogliamo, a ricordarci dell'istanza di obbligo di protezione che ha un infermiere, che perdura nell'intero orario di servizio. Obbligo che supera qualsiasi stereotipata diatriba normativa, cattolica o laica. Accomuna tutti gli operatori sotto un unico operare secondo scienza e secondo coscienza.

L'ultima sentenza sembra quasi voler chiudere questo breve commento etico – professionale. Quì si analizza l'operato di un sanitario che a guardare lo specifico potrebbe sfociare nell'abuso di professione, ma poiché è mossa da un contesto limite, da una presa di posizione cosciente con tutti i limiti del caso, dalla necessità immediata e irreparabile di fornire una risposta sanitaria quantomeno non omissiva.... ebbene in questa vicenda una professionista si improvvisa ginecologo e porta a termine una gravidanza procurando una lesione irreversibile al neonato. Così la Suprema Corte si è pronunciata rigettando ogni accusa versus l'abuso di professione nello specifico, e si evidenza come le competenze, lo stato di necessità, la posizione di garanzia, sono una trama su cui costruire l'identità di un operatore sanitario.

Che possa essere d'esempio, a tutti noi. Sentenza 5

Ultimo aggiornamento Mercoledì 10 Novembre 2010 21:15
 
CONSIGLIO DEI MINISTRI: NELLE FARMACIE INFERMIERI SI, MEDICI NO. PDF Stampa E-mail
Scritto da Eugenio Cortigiano   
Sabato 25 Settembre 2010 15:48

Da Il Messaggero

ROMA (24 settembre) - Nuovo passo in avanti per la farmacia dei servizi che, in un prossimo futuro, sarà sempre più un presidio sanitario e anche un centro di primo soccorso grazie all'introduzione di nuovi servizi per i cittadini. In attesa che la Conferenza Stato-Regioni dia il via libera ai quattro decreti attuativi della legge del 2009 che modificano e ampliano il ruolo delle farmacie sul territorio (anche se per l'approvazione bisognerà probabilmente aspettare la fine di ottobre), il governo compie un altro passo sulla strada dell'annunciata riforma, approvando in Consiglio dei ministri un disegno di legge sulle sperimentazioni cliniche, al cui interno è contenuto un passaggio dedicato proprio alle farmacie. Che modifica il testo unico delle leggi sanitarie del 1934, sottolineando che «gli esercenti le professioni o arti sanitarie possono svolgere, in qualsiasi forma, la loro attività in farmacia, ad eccezione dei professionisti abilitati alla prescrizione di medicinali».

La strada, dunque, sembra ormai delineata: via libera all'ingresso di «personale infermieristico» e «fisioterapisti» nelle farmacie, dove si potranno effettuare prestazioni «analitiche», ma anche «strumentali». Stop, invece, all'ingresso dei medici, nei confronti dei quali si erano levate nei mesi scorsi più di una perplessità da parte degli addetti ai lavori. Il ddl precisa inoltre che i medici non solo non potranno operare all'interno delle strutture, ma non potranno neanche avere convenzioni con le farmacie per la partecipazione agli utili, pena una sanzione amministrativa da 5mila a 20mila euro.

«Siamo ovviamente soddisfatti, il disegno di legge approvato oggi rappresenta un altro tassello di quel percorso che porterà a quella farmacia dei servizi sempre più legata al Servizio sanitario nazionale e da noi sempre auspicata» dice Annarosa Racca, presidente di Federfarma, aggiungendo che ora si tratta di aspettare che «i decreti attuativi della legge, così come annunciato dal ministro della Salute, Ferruccio Fazio, siano inviati alla Conferenza Stato-Regioni per la loro approvazione».

I decreti provocheranno nelle farmacie una piccola rivoluzione, grazie ai nuovi servizi aggiuntivi: dalla partecipazione all'assistenza domiciliare integrata, ai programmi di educazione sanitaria e di farmacovigilanza, dalle prestazioni analitiche di prima istanza (esclusi i prelievi del sangue) alle prenotazioni di prestazioni specialistiche ambulatoriali, con relativo pagamento del ticket e ritiro del referto.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 10 Novembre 2010 21:16
 
Comprare farmaci Online: nessuna distinzione tra farmacie autorizzate e spamming PDF Stampa E-mail
Scritto da Eugenio Cortigiano   
Venerdì 07 Maggio 2010 14:30

Ieri mattina ho ricevuto via mail l'aggiornamento al BIF (Bollettino Informazione Farmaci). Si tratta di una rivista di informazione della AIFA. Come ogni numero me la leggo con calma, e scopro una interessante intervista rilasciata dal Coordinatore Anti-contraffazione dell'AIFA.

L'intervista è lunga e articolata, ma i punti che mi hanno spinto a scrivere è come l'AIFA dichiari apertamente che comprare farmaci online non sia ne sicuro ne legale. Difatti spiegano come la metà delle farmacie che sono sulla rete non sono risconosciute legalmente tuttabvia queste continuano a "vendere" indisturbate. Ho messo intenzionalmente le virgolette in quanto promettono farmaci di ogni natura, quelli che più interessano ma che contemporaneamene sono anche più difficili da richiedere (o imbarazzanti), ma non sono in grado di vendere assolutamente nulla. Sono solo un braccio dello spamming / fishing che colpisce la rete. In breve questi promettono vendite, nel procedere all'acquisto, vi si chiede carte di credito o postpay o postemobile; l'acquirente, o presunto tale, ingenuamente inserisce i dati della propia carta ed il gioco è fatto. Da quel momento in poi tutti tranne voi siete i propietari della vostra carta. Nella migliore delle ipotesi l'acquirente beffato perderà qualche centinaio di euro. Nella peggiore delle ipotesi l'acquirente beffato finisce in guai seri.

Il messaggio pertanto è fate attenzione a comprare farmaci sulla rete, evitate quelle farmacie che si fanno pubblicità mediante canali non convenzionali (le mail) e che si propongono con farmaci particolari.

Contemporaneamente vorrei propio sapere cosa pensano di fare i nostri ministri a tal proposito su una questione così delicata come i farmaci. Pochi mesi fa c'era un disegno di legge che avrebbe fatto chiudere moltissimi siti di informazione, ma allo stato attuale non esiste nemmeno un disegno di legge che parli di spamming e/o pishing. Non vorrei pensare che in questo paese è più illegale informare che vendere farmaci inesistenti.

Il link dell'intervista in questione: vai!

Abbiamo aperto una discussione sul forum. Vai!

Ultimo aggiornamento Giovedì 13 Marzo 2014 15:02
 
Quando l'infermiere non ha l'obbligo di iscriversi al Collegio Professionale PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Sabato 31 Luglio 2010 19:11

In seguito ad un controllo dei N.A.S. presso una casa di cura, emergeva che l’imputata, che prestava in detta struttura la propria opera professionale, quale infermiera, non risultava iscritta al relativo albo professionale provinciale.

Ha osservato il Tribunale che non poteva ritenersi integrata la fattispecie dell’esercizio abusivo di una professione, in quanto può affermarsi che l'obbligo di iscrizione all'albo professionale è previsto solo per coloro che esercitano liberamente la loro attività professionale mediante contratti d'opera conclusi direttamente con il pubblico dei clienti, e non anche per coloro che prestano la propria attività all'interno di una struttura sanitaria, pubblica o privata che sia. In quest'ultima ipotesi l'unico requisito richiesto è il possesso del titolo abilitante a svolgere quella determinata attività professionale.

In altri termini, quando l'infermiere presta la sua opera all'interno di una struttura sanitaria, l'utenza fa affidamento sulla garanzia offerta dalla struttura alla quale si rivolge e, dunque, non instaura un rapporto diretto con il singolo operatore sanitario che in essa lavora. Può quindi affermarsi che in tal caso la prestazione dell'infermiere non è espressione del libero esercizio professionale, ma costituisce piuttosto adempimento di un dovere connesso al rapporto che lo lega alla struttura sanitaria nella quale opera, con la conseguenza che, per l'esercizio di tale attività, non è richiesta l'iscrizione al relativo albo, ma è sufficiente il possesso del titolo abilitante, che nel caso portato all'esame del Tribunale è pacificamente in possesso dell'imputata.

Questo è come il Tribunale ha interpretato l'articolo 348 del codice penale. Sicuramente è argomento di discussione e pertanto mi chiedo cosa ne pensiate voi tutti.

Tribunale di Pisa, Sentenza del 21/5/2010

 
Cassazione: infermiere occasionale? Non è reato... PDF Stampa E-mail
Scritto da Eugenio Cortigiano   
Lunedì 19 Aprile 2010 11:16

E’ di questi giorni la notizia che la Corte di Cassazione ha emesso una sentenza -n° 14603/2010- in cui sancisce che chi s’improvvisa infermiere senza averne l'abilitazione non commette alcun reato, purché sia attività saltuaria, non retribuita e svolta solo per sopperire alla carenza di personale infermieristico. Con questa sentenza è stato annullato un doppio verdetto di condanna ed è stata assolta una coordinatrice di una casa di riposo che, pur non essendo infermiera, aveva svolto attività tipicamente infermieristiche (aveva tentato di praticare un prelievo ematico e in altre occasioni aveva eseguito iniezioni sotto cute – insulina -  o intramuscolo ai pazienti ricoverati). Secondo i Giudici, le mansioni esercitate dall'imputata "ove eseguite non a titolo professionale ma per sopperire saltuariamente alla carenza del personale infermieristico, rispettando le cadenze, i tempi e le modalità stabilite dal medico, non integrano il reato" punito dall'art. 348 C.P (abusivo esercizio di una professione), anche a fronte del fatto che, spiegano i supremi Giudici, la coordinatrice aveva svolto queste attività, che "generalmente si praticano in via di automedicazione", gratuitamente e "in mancanza temporanea di personale sanitario".


L'AILF considera questa Sentenza un affronto ed un attacco alla credibilità della nostra professione, già abbontantemente svilita sui media.
E' nostra intenzione supportare qualsiasi azione la Federazione IPASVI voglia intraprendere presso le sedi istituzionali, anche internazionali, per ribaltare questa decisione della Suprema Corte.
Dichiarare, come è stato fatto, che svolgere attività riservate per legge all'infermiere senza esserlo non costituisce reato purchè "eseguite non a titolo professionale ma per sopperire saltuariamente alla carenza del personale infermieristico, rispettando le cadenze, i tempi e le modalità stabilite dal medico" significa anche esporre i pazienti ad un grave pericolo ed al rischio di danni, anche permanenti, non sussistendo le capacità tecniche e formative da parte di chi esegue tali manovre.
Vi terremo informati sugli sviluppi della vicenda, nel frattempo il consiglio è stimolare, con lettere e mail, il proprio Collegio IPASVI affinchè facciano pressione sulla Federazione.

Abbia aperto una discussione in questione. Vai al Forum.

Ultimo aggiornamento Venerdì 25 Ottobre 2013 20:04
 
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