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Piccolo vademecum dei diritti infermieristici PDF Stampa E-mail
Scritto da Eugenio Cortigiano   
Domenica 30 Gennaio 2011 11:23

In questo piccolo, incompleto e costantemente aggiornato elenco sono illustrati alcuni diritti fondamentali degli infermieri.

Sono diritti semplici, chiaramente espressi nei contratti e nelle leggi, dove è possibile infatti saranno indicati i riferimenti legislativi, e per ottenere che questi diritti vengano applicati non servono complicate e lunghe discussioni con le Direzioni sanitarie, basta semplicemente pretendere che vengano rispettati dal proprio Coordinatore.

Alcuni, come vedrete, sfatano anche alcune “leggende metropolitane” che ci portiamo dietro da anni.


Ferie

- l'infermiere ha diritto a 15 giorni continuativi di ferie nel periodo estivo (1 giugno-30 settembre). Per legge la domenica ed i festivi non sono conteggiabili come ferie, quindi i giorni reali di ferie spettanti nel periodo estivo sono 15 + le festività. (Art. 9 D.Lgs.66/03, Art. 2109 c.c., Legge 22 .02. 1934, n. 370 e Art. 36 comma 3 della Costituzione Italiana)

- Le ferie non possono essere imposte al dipendente. Al di fuori del periodo estivo le ferie sono concesse in base alle esigenze di servizio, è cioè facoltà dell'Azienda rifiutarle, con motivazione. (Commi 8 e 9, art. 19, CCNL 1995)

- le ferie sono un diritto irrinunciabile, l'Azienda non può pagare il dipendente per non farle, solo in caso di licenziamento è possibile richiedere il pagamento delle ferie non godute (comma 8 e 15- art. 19 – CCNL 1995)

- se non è possibile fare le ferie nell'anno di maturazione, devono essere fatte entro i primi 6 mesi dell'anno successivo se la causa sono motivate esigenze di servizio, entro aprile se dipende da motivi personali dell'infermiere (comma 11 e 12 – art.19 - CCNL 1995)


Reperibilità

- la reperibilità, in realtà si chiama Servizio di Pronta Disponibilità (SPD) è possibile solo in alcuni reparti, le sale operatorie e le strutture di emergenza, non è quindi possibile avere il SPD negli altri reparti o unità operative. (comma 11 – art. 7 – CCNL integrativo 20/09/2001)

- non possono fare il SPD i coordinatori (ex Caposala) e gli oss inquadrati nel ruolo tecnico (cioè tutti o quasi) (comma 11 art. 7 – CCNL integrativo 20/09/2001)

- per un turno di SPD fatto in un giorno festivo, con chiamata o meno, l'infermiere ha diritto ad un giorno di riposo compensativo nella settimana successiva. Ma va richiesto solo nel caso in cui si abbiano delle ore di surplus, in quanto il riposo compensativo verrà conteggiato con 6 ore di debito orario (comma 6 – art. 7 – CCNL integrativo 20/09/2001)

- i turni di reperibilità non possono essere superiori a 6 nel mese (comma 10 – art. 7 – CCNL integrativo 20/09/2001)

- i turni di reperibilità sono di 12 ore e possono essere 2 consecutivi, quindi di 24 ore, solo nei festivi (comma 6 e 7 – art. 7 – CCNL integrativo 20/09/2001)

- il SPD è possibile solo la notte e nei festivi (comma 6 – art. 7 – CCNL integrativo 20/09/2001)


Orario di lavoro

- l'orario di lavoro non può superare le 8 ore giornaliere o 48 ore settimanali, le 12 ore giornaliere in casi eccezionali (le ore vanno calcolate dalle ore 00.00 alle ore 23.59) (Regio Decreto Legge n. 692, Regio Decreto n.1955 e D.Lgs 66/2003)

- il turno di lavoro, per essere considerato tale, deve essere superiore alle 4 ore. Se vengono lavorate meno di 4 ore non verranno corrisposte le indennità di turno, percepite a qualsiasi titolo. (Regio Decreto Legge n. 692, Regio Decreto n.1955. D.Lgs 66/2003)

- tra un turno di lavoro ed il successivo l'infermiere ha diritto a 11 ore consecutive di riposo (D.Lgs 66/2003)

- è possibile derogare alle 11 ore di riposo solo tramite appositi accordi sindacali che vengano scritti nel contratto integrativo aziendale (CCNL del 2008)

- ogni 7 giorni, non ogni settimana, l'infermiere ha diritto ad un riposo continuativo di 24 ore, da sommare alle 11 tra turno e turno, quindi 35 ore. (D.Lgs 66/2003)

- le ore lavorate in più, quindi in straordinario, sono di esclusiva dipendenza dell'infermiere, che può decidere se averle in pagamento o come recupero ore. Nel caso si decida per il pagamento, se si lavora su 3 turni, si possono richiedere come straordinario notturno festivo (se per legge la notte e la domenica non si dovrebbe lavorare ed io ho delle ore in più, se ne deduce che le ho fatte di notturno festivo)


Chiamata in servizio

- non esiste nessuna legge o contratto che obblighi l'infermiere a lasciare il proprio numero di telefono in reparto. Questo è d'obbligo solo per chi ha il SPD. E' possibile richiedere, tramite modulo disponibile sul sito del Garante della Privacy, la cancellazione del proprio numero telefonico da tutti i luoghi non essenziali.

- L'esposizione del turno di lavoro, per sentenza della Cassazione n°14668 deve essere disponibile entro il 20 del mese precedente

- il turno è impegnativo sia per l'infermiere che per l'Azienda, le modifiche non sono possibili senza comunicazione ed approvazione da parte di entrambe le parti, le eventuali chiamate in servizio, a qualsiasi titolo, sono possibili solo ed esclusivamente tramite ordine di servizio

- l'ordine di servizio deve essere scritto, motivato, indicare la data, provenire dal Responsabile del Servizio, avere carattere di eccezionalità ed essere consegnato con almeno 24 ore di preavviso. (art. 28 CCNL 1995, art. 34 CCNL 1999)

- la telefonata a casa o anche l'ordine di servizio giunto con meno di 24 ore di preavviso, sono fallaci e quindi contestabili, in quanto hanno le caratteristiche del SPD e non dell'eccezionalità e dello straordinario. L'assenza improvvisa di un collega dovrebbe essere evento previsto dalla Direzione e non lasciato alla "buona volontà" dei Coordinatori e degli infermieri che rispondono comunque al telefono di casa o al cellulare.


Attività

A parte tutta la giurisprudenza, DM 739 e legge 43/06 in primis, sulle mansioni è efficace riportare la Sentenza della Corte di Cassazione n.1078 del 1985: "Non compete all’infermiere, ma al personale subalterno, rispondere ai campanelli dell’unità del paziente, usare padelle e pappagalli per l’igiene del malato e riassettare il letto”, Già nel 1985, ben prima della legge 42/99 che ci ha resi dei professionisti intellettuali, era stato chiarito che non spetta a noi il rifacimento dei letti o il portar padelle...


Nel profilo professionale dell'infermiere, D.M. 14 settembre 1994, n. 739, all'art. 3, comma F si legge:

"per l'espletamento delle funzioni si avvale, OVE NECESSARIO, dell'opera del personale di supporto;"

In giurisprudenza "ove necessario" NON SIGNIFICA, come vogliono farci credere, "dove è presente", ma che è l'infermiere stesso che DECIDE se e quando ha bisogno del personale di supporto. Così come decide se e quando utilizzare un presidio, ad esempio i guanti, che l'Azienda è obbligata a fornire.


L'art 49 del codice deontologicoo dice chiaramente:L’infermiere, nell’interesse primario degli assistiti, compensa le carenze e i disservizi che possono ECCEZIONALMENTE verificarsi nella struttura in cui opera. RIFIUTA la compensazione, documentandone le ragioni, quando sia ABITUALE o RICORRENTE o comunque pregiudichi sistematicamente il suo mandato professionale"

Le parole chiave sono ECCEZIONALMENTE, RIFIUTA, ABITUALE e RICORRENTE... e non, come sono solito farci credere "nell'interesse degli assistiti" e "compensa"...

Impariamo a leggere correttamente le regole ed a farle applicare a nostro vantaggio. Questo articolo del nostro codice deontologico dice che NOI RIFIUTIAMO la COMPENSAZIONE quando è ABITUALE o RICORRENTE, mentre la accettiamo, ovviamente, per l'interesse degli assistiti, quando è un evento ECCEZIONALE...


Dotazioni di personale

Per questo punto riferirsi a questo articolo.


Come comportarsi, cosa fare?

Nel caso che questi diritti o queste leggi non vengano rispettati le possibilità sono molteplici. Si può inizialmente scrivere all'Azienda, sempre protocollando il tutto, chiedendo la risoluzione del problema, ci si può rivolgere ad un sindacato, ad un legale o alla nostra associazione. Si può ricorrere, nei casi più gravi, alla Direzione Provinciale del Lavoro o alla Magistratura. In alcuni casi, come lavorare sotto organico o predisporre ricoveri in barella in corsia, vige addirittura l'obbligo di denuncia da parte dell'infermiere.

Lo riportiamo per completezza:

Obbligo di denuncia
I pubblici ufficiali e gli incaricati di pubblico servizio devono denunciare all'autorità giudiziaria o ad un'altra autorità che a quella abbia l'obbligo di riferire, la notizia di ogni reato perseguibile d'ufficio di cui siano venuti a conoscenza nell'esercizio o a causa delle loro funzioni o del loro servizio. Questo è stabilito dall'art. 331 del codice di procedura penale. Per "notizia di reato" s'intende l'esposizione degli elementi essenziali del fatto, il giorno dell'acquisizione della notizia, nonché le fonti già note. La denuncia dovrebbe contenere le generalità della persone al quale il fatto è attribuito, della persona offesa e di coloro che siano in grado di riferire circostanze particolari rilevanti per la ricostruzione dei fatti (art. 332 cod. proc. pen.). Per il pubblico ufficiale, la denuncia costituisce preciso obbligo di legge e la sua omissione costituisce reato (artt. 361, 362, 365 cod. pen). Tra i reati specifici a danno dei minori di cui gli insegnanti possono venire a conoscenza, perseguibili d'ufficio e per i quali vi è quindi obbligo di denuncia, si possono menzionare:


Un ultimo appunto, sul diritto più evidente ed irrinunciabile dell'infermiere italiano: PRETENDERE DI ESSERE CONSIDERATO UN PROFESSIONISTA. Perchè troppo spesso è un diritto/dovere al quale rinunciamo...

Ultimo aggiornamento Mercoledì 10 Luglio 2013 07:34
 
Agli amici. PDF Stampa E-mail
Scritto da Eugenio Cortigiano   
Venerdì 24 Dicembre 2010 14:27

 

Cari amici e soci AILF,

giunge al termine il 2010, il primo vero anno di piena attività dell'associazione. In questi casi è usuale fare due conti, per rassicurarsi e per programmare il futuro; due conti che intendo fare velocemente e senza perdere troppo tempo a magnificare i risultati che abbiamo ottenuto grazie a tutti voi.

E' stato comunque un grande anno, pur essendo giovani e senza appoggio di collegi IPASVI od istituzioni siamo riusciti ad ottenere ottimi risultati, grazie alla serietà, alla credibilità ed alla passione che siamo riusciti a trasmettere ai colleghi, alle altre associazioni, in Federazione e nel mondo accademico.

Il master telematico della UniPegaso è il primo traguardo, intermedio, che siamo riusciti a raggiungere, ben 17 lezioni nuove rispetto allo stesso master dell'anno precedente, nuovi docenti, quasi esclusivamente infermieri forensi, nuovi argomenti più attinenti alla professione, maggiore attenzione allo specifico infermieristico forense, ci hanno permesso, grazie alla disponibilità dell'Università, di poter presentare un progetto formativo nuovo, innovativo e costruito da infermieri per infermieri. La collaborazione non si esaurirà, anzi, per l'anno accademico che sta per cominciare speriamo di poter entrare ancora più in sintonia con UniPegaso e con i suoi ECP che propongono il master per aggiustare ancora il tiro e migliorare ulteriormente questa importante offerta formativa.

Con l'ECP Perform@ di Bologna stiamo studiando nuove opportunità di collaborazione e di presenza nel mondo accademico; essendo ancora nella fase di programmazione sarà, speriamo, una sorpresa per il 2011.

Sono allo studio anche altre possibilità di collaborazione in ambito accademico, ma per esse vale lo stesso pensiero espresso prima. Le soprese potrebbe essere più di una!

I rapporti con le altre associazioni, siano esse sindacali o professionali, sono stati rinsaldati, anche grazie alla disponibilità di molte di esse a contattarci e confrontarsi con il mondo legale e forense, che sempre più spesso, ed in maniera trasversale, interessa il lavoro infermieristico; tutte le convenzioni aperte sino ad oggi sono ovviamente riconfermate anche per il 2011.

Altro campo di azione che nel 2010 è stato particolarmente battuto è quello degli albi CTU e periti nei Tribunali; molti soci AILF hanno presentato la domanda ed in alcuni Palazzi di Giustizia la commissione si è riunita, deliberando l'apertura degli albi stessi, permettendo così agli infermieri forensi di farsi conoscere ed apprezzare per la

professionalità che sono in grado di esprimere.

Un capitolo importantissimo del 2010 è stato il nostro primo Congresso Nazionale. Prima di ogni altra cosa occorre ringraziare ancora una volta quei colleghi che, nonostante il moneto di crisi, sono riusciti ad intervenire provenendo dalla Sicilia, dalla Puglia, dal Piemonte, dalla Calabria. I commenti positivi che l'associazione ha ricevuto sono stati la ciliegina sulla torta di un anno difficile, intenso, complicato ma esaltante.

Nel corso del prossimo anno non vogliamo continuare però in questo modo. Vogliamo migliorare ancora. L'infermieristica legale e forense è una delle grandi scommesse della professione, forse la più innovativa al momento e sicuramente una delle più interessanti per tutti gli altri colleghi. Farsi conoscere e crescere è dunque una necessità, ed un piacere, che vorremmo condividere con tutti i soci che, al buio, ci hanno dato fiducia.

Siete però sopratutto voi che potete aiutarci in questa sfida; la diffusione capillare della conoscenza del proprio ambito professionale, della cognizione dei risvolti legali del proprio operato e la credibilità e competenza dell'AILF passano dalle vostre mani tutti i giorni, in tutti i luoghi di lavoro, in ogni rapporto che instaurate con colleghi ed aziende.

L'aiuto che chiediamo ai soci AILF non si ferma a questo, anche l'associazione ha bisogno di un aiuto concreto; mancano all'appello ancora molte regioni per le quali nessuno ancora si è offerto come Delegato regionale, invitiamo quindi chiunque abbia un minimo di tempo da dedicare ai rapporti con le istituzioni ed i colleghi sul

territorio a proporsi per questo ruolo.

Anche l'Ufficio di Presidenza necessita di collaboratori, il collega Mauro Aimi, per altri impegni nei quali gli auguriamo di ottenere gli stessi ottimi risultati sino ad adesso conquistati, non potrà più ricoprire l'incarico di Direttore delle pubblicazioni ed in particolare continuare a gestire il sito web dell'AILF; esortiamo quindi chi abbia conoscenza dell'applicativo Joomla, che utilizziamo per il sito, a contattare l'Ufficio di Presidenza.

Crediamo e speriamo di aver fatto un buon lavoro sino ad adesso e grazie al sostegno dei soci consideriamo di poter continuare questo percorso anche nel prossimo anno.

L'Uffico di Presidenza dell'AILF augura a tutti, amici e soci, un sereno Natale ed uno splendido 2011.

Ultimo aggiornamento Venerdì 04 Marzo 2011 09:44
 
25 novembre, Giornata mondiale contro la violenza sulle donne PDF Stampa E-mail
Scritto da Eugenio Cortigiano   
Giovedì 25 Novembre 2010 14:14

Tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha designato il 25 novembre come la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne e ha invitato i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG ad organizzare attività volte a sensibilizzare l'opinione pubblica in quel giorno.

L'Assemblea Generale dell'ONU ha ufficializzato una data che fu scelta da un gruppo di donne attiviste, riunitesi nell'Incontro Femminista Latinoamericano e dei Caraibi, tenutosi a Bogotà (Colombia) nel 1981. Questa data fu scelta in ricordo del brutale assassinio del 1960 delle tre sorelle Mirabal, considerate esempio di donne rivoluzionarie per l'impegno con cui tentarono di contrastare il regime di Rafael Leónidas Trujillo (1930-1961), il dittatore che tenne la Repubblica Dominicana nell'arretratezza e nel caos per oltre 30 anni.

In Italia solo dal 2005 diversi Centri antiviolenza e Case delle donne hanno iniziato a celebrare questa giornata. Ma negli ultimi anni anche istituzioni e vari enti come Amnesty International festeggiano questa giornata attraverso iniziative politiche e culturali. Nel 2007 100 mila donne (40 mila secondo la questura) hanno manifestato a Roma "Contro la violenza sulle donne", senza alcun patrocinio politico. È stata la prima manifestazione su questo argomento che ha ricevuto una forte attenzione mediatica, anche per le contestazioni che si sono verificate a danno di alcuni ministri e di due deputate.

L'AILF è da sempre impegnata nella lotta contro la violenza sulle donne, con la formazione e la stimolazione a tesi e studi. Nei paesi anglosassoni è un infermiere forense ad occuparsi delle vittime di stupro.


 
Un pò di riflessione PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 10 Novembre 2010 20:54

Con quest'articolo sono qui a presentarvi cinque sentenze emesse a vari livelli di giudizio. E' mia intenzione ringraziare Fabio Sanna, infermiere che stà completando il master di Infermieristica Forense a Roma, e che ha inviato questo materiale che andrò a presentarvi.

E' altresì mia intenzione commentare le sentenze, in quanto tutte queste, forse, confermano l'atteggiamento della legislazione, e degli organi di giustizia, nei confronti degli infermieri. Tutti atteggiamenti che potrebbero sembrare noti agli addetti ai lavori.

Tuttavia con l'intenzione di maggior chiarezza verso i “non addetti ai lavori” e con l'intenzione di dare la dovuta risonanza alle questioni trattate dalle sentenze allegate al presente documento, non potevo esigermi da fare alcuni commenti, seppur brevi.

La prima questione da affrontare è la competenza dell'infermiere. Sono molto lontani ormai (fortunatamente) i tempi in cui si era dei meri esecutori. La sentenza 1(numerate da me per semplicità....come dire...letteraria) afferma infatti come agli infermieri sia richiesto non solo la conoscenza del farmaco in se, ma anche le corrette modalità di somministrazione, via di somministrazione e dosaggio. Senza inoltre escludere quali possono essere i potenziali problemi a cui si va incontro durante la somministrazione di qualsivoglia farmaco.

Questa questione ormai è nota, ed è legata alla abolizione del mansionario.

Ma parlare di competenze mi offre la possibilità di introdurre il secondo argomento di questa mia breve relazione. Infatti è proprio nel riconoscere l'infermiere come attore protagonista del processo di cura di un malato che queste sentenze tracciano un comune denominatore. E quando le sue azioni vengono omesse si possono avere conseguenze come nella sentenza 2.

Altresì si ritrova l'attività di un professionista all'interno di equipè, come ci fa notare la sentenza numero 3.

E se dovessi parlare della posizione di garanzia che ricopre un professionista sanitario? La sentenza numero 4 ritorna, con un po di prepotenza se vogliamo, a ricordarci dell'istanza di obbligo di protezione che ha un infermiere, che perdura nell'intero orario di servizio. Obbligo che supera qualsiasi stereotipata diatriba normativa, cattolica o laica. Accomuna tutti gli operatori sotto un unico operare secondo scienza e secondo coscienza.

L'ultima sentenza sembra quasi voler chiudere questo breve commento etico – professionale. Quì si analizza l'operato di un sanitario che a guardare lo specifico potrebbe sfociare nell'abuso di professione, ma poiché è mossa da un contesto limite, da una presa di posizione cosciente con tutti i limiti del caso, dalla necessità immediata e irreparabile di fornire una risposta sanitaria quantomeno non omissiva.... ebbene in questa vicenda una professionista si improvvisa ginecologo e porta a termine una gravidanza procurando una lesione irreversibile al neonato. Così la Suprema Corte si è pronunciata rigettando ogni accusa versus l'abuso di professione nello specifico, e si evidenza come le competenze, lo stato di necessità, la posizione di garanzia, sono una trama su cui costruire l'identità di un operatore sanitario.

Che possa essere d'esempio, a tutti noi. Sentenza 5

Ultimo aggiornamento Mercoledì 10 Novembre 2010 21:15
 
1° CONGRESSO NAZIONALE AILF PDF Stampa E-mail
Scritto da Eugenio Cortigiano   
Sabato 30 Ottobre 2010 22:18

Grazie!

Non facciamo bilanci. I bilanci sono per chi è arrivato.
Noi, voi, gli infermieri forensi invece sono appena partiti.
Spendo quindi volentieri queste righe per ringraziare, a nome mio e di tutto l'Ufficio di Presidenza dell'AILF, tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del 1° Congresso Nazionale dell'associazione.

Grazie, prima di tutto, a chi ci ha ospitato e ha patrocinato il Congresso, il Collegio Provinciale IPASVI di Parma, in particolare la Presidente, Dott.ssa Siri, che è stata presente ad entrambe le giornate, dimostrando interesse e partecipazione. 1° Congresso AILF

Grazie al Tenente Colonnello Lago, Comandante dei RIS di Parma, atteso per un semplice saluto e invece trattenutosi con noi per una improvvisata ed interessante relazione sul rapporto tra investigatori ed infermieri.

Un ringraziamento particolare al Generale Garofano, che è riuscito ad inserire tra i suoi numerosissimi impegni una partecipazione, breve ma interessante, al nostro congresso; la sua disponibilità a collaborare ancora con noi, anche in progetti più importanti, verrà sicuramente "sfruttata".

Grazie al Dott. Cuomo ed alla Dott.ssa Corretti, del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, Direzione Centrale di Sanità, per gli auguri e per aver permesso al collega della Polizia di Stato, Dott. Bellini, di partecipare al Congresso, facendoci conoscere la realtà, a quasi tutti ignota, degli infermieri in Polizia.

Grazie a Mauro Di Fresco, professore, avvocato, collega infermiere, ma sopratutto amico.

Un applauso alla Esprit, sopratutto a Margherita Vizio che si è spesa in prima persona, per essere riusciti a conciliare in maniera eccellente le nostre pressanti richieste di contenimento dei costi finali con l'organizzazione dell'intero Congresso.

Grazie ai colleghi che ci hanno dato fiducia, partecipando da tutta Italia, facendosi 9 ore di treno da Taranto o 6 da Ivrea o spostandosi con difficoltà da Catania. Grazie anche ai colleghi di Torino, di Arezzo, ma anche a quelli di Parma. Grazie per aver dimostrato reale interesse e partecipazione, tanto da doverci costringere a sospendere la prima giornata passate ormai le 19:00, ben oltre il programma. Sopratutto perchè hanno scommesso su di loro tramite l'associazione, e questo ci riempe di orgoglio. Ed infine, ma solo perchè sia più evidente, un grazie a Giovanni, perchè ha l'ammirazione di tutti.

Ultimo aggiornamento Sabato 30 Ottobre 2010 23:31
 
CONSIGLIO DEI MINISTRI: NELLE FARMACIE INFERMIERI SI, MEDICI NO. PDF Stampa E-mail
Scritto da Eugenio Cortigiano   
Sabato 25 Settembre 2010 15:48

Da Il Messaggero

ROMA (24 settembre) - Nuovo passo in avanti per la farmacia dei servizi che, in un prossimo futuro, sarà sempre più un presidio sanitario e anche un centro di primo soccorso grazie all'introduzione di nuovi servizi per i cittadini. In attesa che la Conferenza Stato-Regioni dia il via libera ai quattro decreti attuativi della legge del 2009 che modificano e ampliano il ruolo delle farmacie sul territorio (anche se per l'approvazione bisognerà probabilmente aspettare la fine di ottobre), il governo compie un altro passo sulla strada dell'annunciata riforma, approvando in Consiglio dei ministri un disegno di legge sulle sperimentazioni cliniche, al cui interno è contenuto un passaggio dedicato proprio alle farmacie. Che modifica il testo unico delle leggi sanitarie del 1934, sottolineando che «gli esercenti le professioni o arti sanitarie possono svolgere, in qualsiasi forma, la loro attività in farmacia, ad eccezione dei professionisti abilitati alla prescrizione di medicinali».

La strada, dunque, sembra ormai delineata: via libera all'ingresso di «personale infermieristico» e «fisioterapisti» nelle farmacie, dove si potranno effettuare prestazioni «analitiche», ma anche «strumentali». Stop, invece, all'ingresso dei medici, nei confronti dei quali si erano levate nei mesi scorsi più di una perplessità da parte degli addetti ai lavori. Il ddl precisa inoltre che i medici non solo non potranno operare all'interno delle strutture, ma non potranno neanche avere convenzioni con le farmacie per la partecipazione agli utili, pena una sanzione amministrativa da 5mila a 20mila euro.

«Siamo ovviamente soddisfatti, il disegno di legge approvato oggi rappresenta un altro tassello di quel percorso che porterà a quella farmacia dei servizi sempre più legata al Servizio sanitario nazionale e da noi sempre auspicata» dice Annarosa Racca, presidente di Federfarma, aggiungendo che ora si tratta di aspettare che «i decreti attuativi della legge, così come annunciato dal ministro della Salute, Ferruccio Fazio, siano inviati alla Conferenza Stato-Regioni per la loro approvazione».

I decreti provocheranno nelle farmacie una piccola rivoluzione, grazie ai nuovi servizi aggiuntivi: dalla partecipazione all'assistenza domiciliare integrata, ai programmi di educazione sanitaria e di farmacovigilanza, dalle prestazioni analitiche di prima istanza (esclusi i prelievi del sangue) alle prenotazioni di prestazioni specialistiche ambulatoriali, con relativo pagamento del ticket e ritiro del referto.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 10 Novembre 2010 21:16
 
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