Didattica

Cerca

Login

IAFN

Iscriviti alla nostra News Letter

Home
AILF
Dal bagno dopo mangiato alla merenda. I consigli del Pediatra PDF Stampa E-mail
Scritto da Ufficio di Presidenza   
Martedì 16 Agosto 2016 06:24

Aspettare due ore dopo il pasto prima di entrare in acqua? "Non serve, a meno che il mare non sia particolarmente freddo o il pranzo troppo abbondante". Parola del pediatra di Milano Italo Farnetani, che regala ai genitori italiani la top ten dei consigli per una vacanza al mare coi bimbi in sicurezza. E boccia il retino in spiaggia per i più piccoli. "Non è etico mostrare che si può prendere un essere libero e metterlo vivo in un secchiello, dove finirà per morire- spiega all'Adnkronos Salute - E se poi il bimbo non prende nulla, arriva la frustrazione e cala l'autostima. Per iniziare a pescare bisogna essere più grandicelli, imparare le tecniche, saper aspettare e rispettare il mare e i pesci". No al retino a 3-4 anni, dunque. Ma ecco i 10 consigli del pediatra:

1) Non è necessario attendere due ore dal termine del pasto prima di fare il bagno. Infatti, se l'acqua non è particolarmente fredda e il pasto non troppo abbondante, si può fare il bagno appena finito di mangiare. I bambini possono stare in acqua quanto vogliono, tanto appena sentiranno freddo, saranno loro stessi a voler uscire.

2) A parte il caso dei piccolissimi, è vero che dalle 12 alle 16 le radiazioni solari sono molto intense, ma considerando che in vacanza ci si sta una o due settimane, perciò per un tempo limitato, basterà applicare una crema solare protettiva per sfruttare al massimo i pochi giorni di ferie. Si deve applicare la crema protettiva anche quando si è già abbronzati: infatti non serve solo a evitare le scottature, ma anche a prevenire i danni provocati dal sole. Ricordando di spalmare bene la crema sulle orecchie e il collo.

3) Se il cappello dà noia si può non usare, basta bagnare frequentemente la testa. In genere il bambino fino a 6 mesi tiene il cappello in testa perché non riesce a stare seduto e così non ha le mani libere, poi se lo toglie perché gli dà fastidio. "Allora è bene non insistere e lasciar perdere", suggerisce.

4) In estate si deve avere una particolare cura della pelle, perché sole, sudore e infezioni possono danneggiarla. "Per difenderla va lavata spesso. Anche al bimbo piccolo il bagno va fatto una volta al giorno, ma spesso non basta: si deve lavare anche più volte in una stessa giornata, per rimuovere il sudore dalla pelle. Poiché sole e vento tendono a seccare la pelle si deve usare, almeno una volta al giorno, una crema emolliente e idratante. Questa andrà spalmata tre volte al giorno quando la pelle diventa ruvida, secca, indurita, screpolata, desquamata o arrossata".

5) Usare sempre le ciabatte quando si sta in piscina o si fa la doccia in luoghi pubblici. Si rischia di contrarre micosi o verruche. Vanno evitate le scarpe di gomma, perché con il sudore si macera la pelle dei piedi favorendo la formazione di micosi o infezioni batteriche. I sandali in plastica vanno bene, mentre contrariamente a quanto si pensa non vanno bene quelli in cuoio perché, durante la conciatura, possono essere stati usati prodotti in grado di dare reazioni. Via libera a infradito e sandali.

6) Quando è possibile, "usare l'aria condizionata, sia in casa sia in auto. Si può utilizzare senza problemi anche di notte", anzi si otterranno tutti i vantaggi di un'atmosfera più gradevole e amica del sonno, ma è bene non regolarla in modo che sia troppo bassa.

7) L'aereo allevia molti disagi degli spostamenti, soprattutto quando sono molto lunghi. Tutti possono prendere l’aereo, anche i bambini appena nati, che possono andare anche in barca.

8) Il pomeriggio deve andare a dormire solo chi ha sonno, perché abituare il bimbo a stare sveglio a letto può favorire la comparsa dell’insonnia, che è il disturbo del sonno più diffuso. E' opportuno anche non farlo dormire troppo al pomeriggio per evitare le difficoltà ad addormentarsi la sera.

9) Quando bambini e adolescenti non hanno fame, "non vanno forzati a mangiare". In estate è prevedibile che abbiano meno appetito. Soprattutto nelle giornate afose bambini e adolescenti rifiutano i cibi caldi (per esempio il latte o il tè) anche per la prima colazione. Per evitare che saltino la prima colazione che, invece, è fondamentale basterà fargli scegliere ciò che vogliono. I genitori possono proporre yogurt, prosciutto e melone, succhi di frutta, latte freddo, eventualmente con cereali secchi. Per gli altri pasti è bene far scegliere ai bambini i cibi che gradiscono maggiormente. Il gelato può sostituire un pasto principale, per esempio merenda o spuntino di metà mattinata, o anche la prima colazione, "ma non deve essere dato mai fuori pasto".

10) L'acqua è la bevanda ideale soprattutto d’estate. Va bene anche gassata e fresca. L'anidride carbonica contenuta nelle bollicine della minerale gassata ne rallenta la contaminazione da parte dei batteri, perciò è più difficile che d’estate si infetti. No, infine, alle bibite 'ghiacciate', "anche se comunque il bambino direbbe che 'pizzicano' e non le berrebbe".

 

da ADNkronos

Ultimo aggiornamento Martedì 16 Agosto 2016 06:26
 
Il falso in atto pubblico per gli infermieri PDF Stampa E-mail
Scritto da Ufficio di Presidenza   
Lunedì 08 Agosto 2016 16:16

Uno dei reati meno conosciuti, eppure tra i più violati nelle sue varie forme da parte del personale infermieristico, è il falso in atto pubblico.

Più violato perchè comprende tante forme di "falso" ovvero di dichiarazione mendace, falsa appunto.

Per iniziare a comprenderlo iniziamo dalla semplice analisi del codice penale e degli articoli che riguardano questa forma di reato.

Art. 476 Falsita' materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici

Il pubblico ufficiale, che, nell'esercizio delle sue funzioni, forma, in tutto o in parte, un atto falso o altera un atto vero, e' punito con la reclusione da uno a sei anni. 
Se la falsita' concerne un atto o parte di un atto, che faccia fede fino a querela di falso, la reclusione e' da tre a dieci anni.

Appurato che l'infermiere E' un pubblico ufficiale (qui l'articolo), egli commette il reato di falso MATERIALE in atto pubblico ogni qualvolta dichiari, ovvero semplicemente SCRIVA, qualcosa che è falso o modifica qualcosa che è vero.

Un piccolo esempio, rapportato alla professione. Le colleghe della sala operatoria che in questo processo hanno riportato una conta errata delle garze erano passibili di denuncia per falso materiale in atto pubblico.


Art. 479 Falsita' ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici

[I]. Il pubblico ufficiale [357], che, ricevendo o formando un atto nell'esercizio delle sue funzioni, attesta falsamente che un fatto è stato da lui compiuto o è avvenuto alla sua presenza, o attesta come da lui ricevute dichiarazioni a lui non rese, ovvero omette o altera dichiarazioni da lui ricevute, o comunque attesta falsamente fatti dei quali l'atto è destinato a provare la verità, soggiace alle pene stabilite nell'articolo 476 [487, 493; 1127 c. nav.].

La certificazione, ovvero sempre la semplice scrittura in un atto pubblico, di atti compiuti da altri, senza averne la certezza, o segnati a nome proprio è falso in atto pubblico.

Redigere un certificato per il lavoro mentendo sull'orario, o magari fidandosi di quanto dichiarato dall'utente o dal medico, è falso in atto pubblico.

Non scrivere ciò che si è fatto, o ciò di cui si è venuti a conoscenza, è falso in atto pubblico.

"Senti, mentre scrivi le consegne, mi segni che al Sig. Rossi ho svuotato 1000 cc di urine?"

Se fate un favore al collega, in questo caso, state compiendo il reato di falso IDEOLOGICO in atto pubblico. Specialmente se magari segnate quella nota a vostro nome.

Volendo, in questa fattispecie di reato, gli esempi potrebbero essere migliaia, vero colleghi?


Art. 478 Falsita' materiale commessa dal pubblico ufficiale in copie autentiche di atti pubblici o privati e in attestati del contenuto di atti

[I]. Il pubblico ufficiale [357], che, nell'esercizio delle sue funzioni, supponendo esistente un atto pubblico o privato, ne simula una copia e la rilascia in forma legale, ovvero rilascia una copia di un atto pubblico o privato diversa dall'originale, è punito con la reclusione da uno a quattro anni.
[II]. Se la falsità concerne un atto o parte di un atto, che faccia fede fino a querela di falso [2699, 2700 c.c.], la reclusione è da tre a otto anni.
[III]. Se la falsità è commessa dal pubblico ufficiale in un attestato sul contenuto di atti, pubblici o privati, la pena è della reclusione da uno a tre anni [482, 492, 493].

Il falso in atto pubblico si ha anche sulle copie. Omettere di consegnare la cartella infermieristica, ad esempio, in caso di richiesta di copia della documentazione clinica, è falso in atto pubblico. In questo caso di natura omissiva.

Ma anche trascrivere in cartella dati sanitari, come gli esami ematici ad esempio, riferiti dal paziente, senza poterne accertare la veridicità, è falso in atto pubblico.


NOTATE come le pene vadano dai 3 ai 10 anni. Non una semplice ammenda.

Quindi, almeno per quanto riguarda la documentazione, impariamo a cautelarci. Per la corretta compilazione della cartella, ad esempio, abbiamo scritto questo articolo e ricordate sempre che, in qualità di pubblici ufficiali, avete SEMPRE l'obbligo di denuncia. La cui omissione è un reato, l'omissione d'atti ufficio, ma può anche configurare, ancora, il falso in atti pubblici.

Per ogni dubbio l'AIILF è disponibile a chiarimenti attraverso i propri canali.

 
No allo shiatsu dalle estetiste, non è di loro competenza PDF Stampa E-mail
Scritto da Ufficio di Presidenza   
Venerdì 29 Luglio 2016 07:45

I trattamenti sul corpo, massaggi o altro, senza finalità terapeutiche né estetiche,non sono di competenza delle estetiste. Una sentenza del Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, depositata ieri, annulla una precedente decisione del Tar Liguria, interpretando in questa direzione la lettera della legge sulle estetiste del 1980.

La sentenza, essendo definitiva, dà ragione alle peculiarità di tante pratiche: shiatsu, tuina, riflessologia plantare, feldenkrais, massaggio ayurvedico, perfino osteopatia e chiropratica fin quando non saranno inquadrate come professioni sanitarie. Tutte queste attività, secondo il precedente pronunciamento del Tar della Liguria, sarebbero dovute essere svolte solo da estetiste, alle quali invece sono riservati in modo esclusivo solo i trattamenti con finalità estetiche.

"Questa sentenza finalmente riconcilia il senso comune con le parole della legge", dice l’avvocato Giuseppe Montanini, vicepresidente della Fisieo (Federazione Italiana Shiatsu Insegnanti e operatori) e uno dei legali impegnati nel procedimento. Tutto era partito da una condanna nei confronti di un centro di tuina a Sanremo. In sede di appello, in quanto portatore di un legittimo interesse, è stato ammesso il mondo dello Shiatsu, rappresentato dalle due grandi associazioni Fisieo e Apos (Associazione professionale operatori e insegnanti shiatsu). "Questa decisione - aggiunge Montanini - mette un punto fermo su tutte le problematiche che lo shiatsu e altre pratiche hanno avuto nelle varie regioni. Ci sono voluti anni, ma finalmente abbiamo una sentenza chiarissima".

 
OMS, 1 mld bimbi e adolescenti vittime di forme di violenza PDF Stampa E-mail
Scritto da Ufficio di Presidenza   
Lunedì 18 Luglio 2016 11:24

I dati diffusi dall'OMS sono inquietanti. Secondo le loro stime lo scorso anno oltre un miliardo di bambini e adolescenti, circa la metà del totale, hanno subito qualche forma di violenza nel mondo, con un quarto di questi vittima di abusi fisici.

Ll'Oms ha appena lanciato un progetto per combattere il fenomeno.

L'omicidio, ricorda l'organizzazione, è tra le prime cinque cause di morte per gli adolescenti, e quasi una ragazza su cinque nella propria vita ha avuto almeno una violenza sessuale. Diffusissima anche la violenza sessuali sui maschi, uno su 13.

Le violenze, spiega il documento, possono avere conseguenze durature sullo sviluppo neurologico e sulla salute di chi le subisce, con una predisposizione maggiore all'abuso di alcol e droghe, al fumo e persino all'inattivita' fisica. Anche alcune malattie come diabete e cancro hanno una maggiore prevalenza in chi da piccolo ha subito abusi. "Le informazioni sull'estensione del fenomeno stanno crescendo - spiega Etienne Krug, direttore dell'Oms - ora dobbiamo usarle per costruire un ambiente sicuro, stabile e che permetta una buona crescita proteggendo i bambini e gli adolescenti dai crimini violenti". Tra le misure da adottare, spiegano gli esperti, al primo posto c'e' l'adozione di piu' leggi che proteggano i piccoli, ad esempio limitando l'accesso alle armi e punendo i genitori che abusano dei figli, serve pero' anche un cambiamento culturale, che elimini alcuni stereotipi di genere. Il contrasto alla violenza passa anche dalla costruzione di 'ambienti sicuri' per i piu' piccoli, con l'eliminazione di eventuali 'hotspot' particolarmente rischiosi, dal supporto, anche economico, per le famiglie, dalla rieducazione dei giovani violenti e in generale da una maggiore educazione. L'iniziativa vede tra i partner anche il Cdc americano, a cui si deve la stima sul numero di vittime pubblicata sulla rivista Pediatrics. "Per la violenza serve lo stesso approccio che si ha per malattie come Hiv o Zika - spiega al Washington Post il direttore Tom Frieden - bisogna concentrarsi su cio' che funziona. E per ognuna delle sette strategie ci sono numerosi interventi che sono stati testati e messi in pratica".


Ultimo aggiornamento Lunedì 18 Luglio 2016 11:30
 
ONU, nuove infezioni da HIV in aumento in alcune regioni PDF Stampa E-mail
Scritto da Ufficio di Presidenza   
Martedì 19 Luglio 2016 07:57

 

Rapporto annuale ONU sulla diffusione del virus HIV e dell'AIDS.

Mentre da almeno cinque anni, il calo delle nuove infezioni da HIV tra gli adulti è in fase di stallo in alcune regioni, Europa dell'est ed Asia centrale, le nuove infezioni sono in aumento.

Questo quanto evidenziato dal rapporto annuale del Programma congiunto delle Nazioni Unite sull'Hiv/aids (Unaids).

Secondo il ''Prevention Gap report'', illustrato nei giorni scorsi a Ginevra dall'Unaids, circa 1,9 milioni di adulti vengono infettati con HIV ogni anno negli ultimi cinque anni.

''Stiamo suonando il campanello di allarme'', ha commentato Michel Sidibé, direttore esecutivo dell'Unaids. Gli sforzi di prevenzione devono essere aumentati se si intende porre fine all'aids entro il 2030, afferma l'Unaids. ''Se assisteremo a un ritorno di nuove infezioni da Hiv adesso, l'epidemia diventerà impossibile da controllare.

Il mondo ha bisogno di adottare misure urgenti e immediate per colmare il divario di prevenzione'', ha aggiunto Sidibé.

Fortunatamente si stanno compiendo progressi significativi nel fermare le nuove infezioni da HIV tra i bambini, per i quali sono diminuite di oltre il 70% dal 2001 e continuano a scendere, mentre le nuove infezioni da Hiv tra gli adulti sono in aumento in alcune regioni.

In Europa orientale e Asia centrale l'aumento di nuove infezioni è del 57% delle nuove infezioni annuali da HIV tra il 2010 e il 2015 e nei Caraibi, dopo anni di costante declino, l'aumento è stato del 9%. In Medio Oriente e Nord-Africa le nuove infezioni annuali sono aumentate del 4%, mentre delle altre regioni del mondo non ci sono stati cali significativi.

Il rapporto sottolinea che le 'popolazioni chiave' - tra cui gay e uomini che hanno rapporti sessuali con gli uomini, i lavoratori del sesso ed i loro clienti, i transgender, le persone che si iniettano droghe ed i detenuti, rappresentano il 35% delle nuove infezioni da HIV a livello globale (2014).

Per l'Unaids è "essenziale" che le 'popolazioni chiave' abbiano accesso alla gamma completa di opzioni di prevenzione. Dall'inizio dell'epidemia, ricorda l'Unaids, circa 35 milioni di persone sono morte di malattie correlate all'aids e si stima che 78 milioni di persone sono infettati con HIV.

Ultimo aggiornamento Martedì 19 Luglio 2016 07:59
 
Nasce l’Area Socio Sanitaria per gli OSS. Cosa cambia? PDF Stampa E-mail
Scritto da Ufficio di Presidenza   
Sabato 16 Luglio 2016 15:51

Riforma delle professioni sanitarie: OSS riconosciuti nell’Area Socio Sanitaria e infermieri che guadagnano il ruolo di specialisti? Ecco cosa potrebbe cambiare nei prossimi mesi.

 

Rivoluzione in arrivo per leprofessioni sanitarie: gli OSS,Operatori Socio Sanitari, verranno finalmente riconosciuti, mentre gli infermieri potrebbero guadagnare il ruolo di “specialisti”.

 

Si tratta delle novità contenute nel nuovo documento di indirizzo su “Personale dei livelli-Triennio contrattuale 2016/2018”, proposto dal Comitato di Settore Comparto Regioni e Sanità.

È stata la Federazione Migep a darne la notizia, rivendicando i propri sforzi economici necessari per il raggiungimento di questo obiettivo. Nel dettaglio, per i circa 330 mila Operatori Socio Sanitari presenti in Italia (di cui solo 250 mila riconosciuti mentre gli altri in fase di revisione) nascerà l’Area Socio Sanitaria.

Come si può leggere dalla bozza del decreto, gli iscritti a questo nuovo settore avrebbero “una giusta collocazione, risolvendo, alla radice, le questioni controverse legate al loro attuale inquadramento nel ruolo tecnico da una parte e dall’altra porrebbe nella giusta dimensione, il rapporto di collaborazione con le professioni sanitarie e sociali ad iniziare da quella infermieristica”.

Quali novità potrebbe introdurre la nuova riforma delle professioni sanitarie? Cosa cambierà per infermieri e OSS? Ecco i vantaggi che potrebbero scaturire dall’approvazione definitiva del “nuovo documento di indirizzo su “Personale dei livelli-Triennio contrattuale 2016/2018”.

Cosa cambia con la nascita dell’Area Socio Sanitaria?

La Federazione Migep è entusiasta per la nascita, probabile, dell’Area Socio Sanitaria. Infatti, la costituzione reale di quest’area potrebbe portare ad unadivisione più rigida dei ruoli e al riconoscimento formale per operatori e professionisti nella contrattazione nazionale.

L’obiettivo di questa nuova area sarà di individuare un inquadramento adeguato e coerente per quei profili professionali che non sono ancora riconosciuti dall’attuale sistema professionale sanitario, ma che “ricoprono funzioni utili ed efficaci per il piano terapeutico”.

Di conseguenza nascerà un pluralismo professionale più adeguato per la tutela della salute del paziente, “rispondendo così positivamente all’evoluzione della organizzazione del lavoro nella prevista integrazione socio – sanitaria”.

Riforma delle professioni sanitarie: il punto di vista della Federazione Migep

Fanno parte della Federazione Migep non solo gli Operatori Socio Sanitari, ma anche i vecchi infermieri generici, gli infermieri psichiatrici, gli assistenti di base e le puericultrici.

Nei giorni scorsi però gli interventi del Migep si sono concentrati specialmente sulla situazione in cui versano attualmente gli OSS, di cui più volte ha lamentato un “demansionamento”.

Infatti, secondo il Migep, mentre l’infermiere “guadagna un profilo più elevato nello sviluppo di risposte locali, nazionali e internazionali, altre figure assistenziali sono emarginate e demansionati”.

Tuttavia, viste le necessarie modifiche organizzative e assistenziali causate dall’invecchiamento della popolazione, il ruolo di queste figure (OSS, infermieri generici e psichiatrici, e puericultrici) diventa sempre più importante in quanto potrebbero dare un contributo alla trasformazione del sistema assistenziale.

Per questo motivo il Migep ha chiesto più volte di riconoscere le professioni “dimenticate” in una specifica Piattaforma, così da ridefinire in modo coerente il profilo di queste figure anche nell’ambito di “un nuovo contratto di lavoro”.

Fortunatamente sembra che le loro richieste siano state accettate, poiché lanascita dell’Area Socio Sanitaria rappresenta un traguardo importante. Infatti, dopo la reale nascita di quest’area gli OSS e le altre figure che fanno parte del Migep assumeranno un maggiore importanza e le loro competenze verranno riconosciute nei contratti collettivi nazionali di lavoro e nelle leggi.

L’obiettivo futuro, quindi, è di ottenere uno sviluppo sostenibile finalizzato alla promozione del benessere di tutti, attraverso il sistema adottato negli altri Paesi dove tutte le professioni sanitarie “rispondono ai nuovi modelli organizzativi e assistenziali per il benessere del cittadino”. Infine, il Migep ha concluso dicendo:

“Non si può fare lavorare in sostituzione di figure con qualifiche superiori, senza dare loro le medesime opportunità, eventualmente migliorandone la formazione. Riteniamo che anche in Italia venga data quest’opportunità a tutti i profili, poiché la sanità non è fatta solo d’infermieri e medici e, per raggiungere l’obiettivo di uno sviluppo della qualità assistenziale, il percorso deve essere intrapreso insieme a tutti i profili”.

 
« InizioPrec.12345678910Succ.Fine »

Pagina 1 di 39

Notizie flash

REGISTRAZIONE SITO AILF

VI INVITIAMO A REGISTRARVI PER POTER USUFRUIRE DI TUTTI I SERVIZI MESSI A DISPOSIZIONE!!!

E' SUFFICIENTE CLICCARE SUL LINK DI REGISTRAZIONE, IN BASSO A SINISTRA NELLA HOME PAGE

VI ASPETTIAMO NUMEROSI!

Ultimi Articoli


Pubblicità

Link consigliati:


Ultime notizie

I più letti


Powered by Joomla!. Designed by: joomla templates vps Valid XHTML and CSS.