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Comunicato PDF Stampa E-mail
Scritto da Ufficio di Presidenza AIILF   
Venerdì 30 Ottobre 2015 09:59

Le richieste di iscrizione all'AIILF che perverranno dopo il 1 novembre 2015 saranno considerate valide per l'anno 2016.

Ultimo aggiornamento Venerdì 30 Ottobre 2015 09:59
 
I pericoli del non vaccinarsi - Parla L'Istituto Superiore di Sanità. PDF Stampa E-mail
Scritto da Ufficio di Presidenza AIILF   
Sabato 17 Ottobre 2015 11:38

Coperture vaccinali in calo, fenomeno preoccupante che può diventare drammatico

DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE DELL’ISS WALTER RICCIARDI

La copertura vaccinale nel nostro Paese è al limite della soglia di sicurezza e diventa ormai improcrastinabile l’approvazione del nuovo Piano Nazionale per la Prevenzione Vaccinale proposto da Ministero della Salute, Consiglio Superiore di Sanità, Istituto Superiore di Sanità ed Agenzia Italiana del Farmaco al Tavolo di coordinamento per la prevenzione delle Regioni italiane.
I dati dell’Istituto Superiore di Sanità pubblicati dal Ministero della Salute indicano, infatti, un tasso di vaccinazioni al di sotto degli obiettivi minimi previsti dal precedente piano. Scendono, infatti, al di sotto del 95% le vaccinazioni per poliomielite, tetano, difterite ed epatite B e la percentuale scende ulteriormente per le vaccinazioni contro il morbillo, la parotite e la rosolia che raggiunge una copertura del 86%, diminuendo di oltre 4 punti percentuali.

Questa situazione, che tende progressivamente a peggiorare, rischia di avere gravi conseguenze sia sul piano individuale che collettivo poiché scendere sotto le soglie minime significa perdere via via la protezione della popolazione nel suo complesso e aumentare contemporaneamente il rischio che bambini non vaccinati si ammalino, che si verifichino epidemie importanti, che malattie per anni cancellate dalla protezione dei vaccini non siano riconosciute e trattate in tempo.

È necessario che, a fronte dei dubbi dei cittadini, gli operatori siano in grado di far comprendere che la mancata vaccinazione crea un rischio enormemente più alto rispetto a quello temuto di eventuali effetti collaterali. E’ inammissibile che un operatore sanitario pubblico, in scienza e coscienza, possa avanzare dubbi sull’efficacia e sull’opportunità dei vaccini, di un atto che ha anche un valore etico per la tutela della salute pubblica. In questo senso è necessaria una nuova alleanza tra medici, operatori sanitari, ricercatori e industria per evitare che il patrimonio di salute pubblica conquistato in anni di campagne vaccinali vada disperso.

Se oggi è possibile avanzare dubbi sull’opportunità di una campagna vaccinale è perché probabilmente si è persa la memoria storica delle epidemie e della mortalità infantile che prima che fossero scoperti vaccini e antibiotici falcidiavano letteralmente intere generazioni.
Spetta agli operatori del Servizio Sanitario Nazionale per primi ristabilire questa memoria e difenderla dalle campagne denigratorie che mettono a rischio la salute di tutti e perciò il valore più alto del loro lavoro quotidiano

Ultimo aggiornamento Sabato 17 Ottobre 2015 11:39
 
Assistenza al convivente. La realtà giuridica. PDF Stampa E-mail
Scritto da Ufficio di Presidenza AIILF   
Giovedì 15 Ottobre 2015 09:11

Ha suscitato molto clamore l'intervista, riportata da diversi quotidiani italiani, rilasciata da Roberto Blasi, l'uomo che Giovanni Scialpi ha spostato a New York lo scorso agosto.

Scialpi, famoso cantante degli anni '80, si trovava in ospedale per un banale intervento al cuore ma secondo il marito Roberto «non potevo assisterlo». In quanto «Per la sanità e per lo Stato sono un perfetto sconosciuto» lamenta su internet, chiedendo una rapida approvazione della legge sulle unioni civili.

Una vicenda che potrebbe indignare; tuttavia il condizionale qui è d’obbligo.

Non esiste infatti Legge dello Stato Italiano che impedisca a Roberto di assistere Scialpi.

Anzi, dando un’occhiata a quanto prevede il nostro ordinamento si trovano disposizioni molto chiare rispetto non già alla possibilità bensì all’obbligo di informazione da parte dei medici per eventuali trapianti al convivente (art. 3 L. n. 91 1999), nonché ai permessi retribuiti per decesso o per grave infermità cui un convivente anche dello stesso sesso ha diritto (art. 4 L.n. 53 2000).

E poiché le Leggi poc’anzi ricordate – in particolare la n.91 del 1999 – sono chiare e individuate, se si va a leggere l’ultimo Disegno di legge sulle unioni civili – il cosiddetto Cirinnà bis – dove questo regolamenta la reciproca assistenza (art. 12) non si rintraccia una disposizione che sarebbe da abrogare.

Il divieto che impedirebbe ad un convivente di prestare assistenza all’altro quindi non esiste.

Se qualche azienda o qualche professionista sanitario lo prevede è in fallo, e quindi denunciabile.

Resta forte quindi il sospetto che, per l'ennesima volta, si sia persa da una parte l'occasione per parlare seriamente di un argomento tanto delicato, dall'altro si sia approfittato per fare del sensazionalismo giornalistico per vendere copie.

Ultimo aggiornamento Giovedì 15 Ottobre 2015 09:20
 
Programma Congresso Nazionale AIILF 2015 PDF Stampa E-mail
Scritto da Ufficio di Presidenza AIILF   
Giovedì 27 Agosto 2015 11:23

RAZIONALE

Si rinnova l’appuntamento annuale con il 5° Congresso Nazionale dell’Associazione Infermieri Legali e Forensi – AIILF dal titolo “COMPETENZE ED INNOVAZIONE: la risposta dell’infermieristica legale – analisi di casi pratici” che si svolgerà a Perugia nei giorni 8 e 9 ottobre presso l’Hotel Giò. Durante l’evento, accreditato ECM, si affronteranno tematiche sulle innovazioni professionali anche alla luce delle discussioni più recenti che vedono impegnata la F.N.C., i sindacati infermieristici e le associazioni professionali, attraverso analisi ed approfondimenti di casi pratici e quotidianità lavorativa della professione infermieristica. Tra gli obiettivi e scopi di AIILF quelli di rappresentare, condividere ed integrare in parallelo uno scenario di realtà professionali e culturali che interessano e riguardano tutti i professionisti sanitari in una società in continua trasformazione ed esigente. Molti gli spazi dedicati alle discussioni dei casi in plenaria, con il coinvolgimento attivo dei discenti e la guida dei relatori che riempiranno gran parte del programma.


OBIETTIVI

 Approfondire ed analizzare le varie attività nella pratica quotidiana dell’Infermiere Legale e Forense

 Discutere esperienze e riflettere sulle prospettive legate agli ambiti di responsabilità professionale

 Promuovere riflessioni e consapevolezza nella gestione dei maltrattamenti ai pazienti

 Individuare metodologie comuni al personale sanitario e forze dell’ordine nella gestione della contenzione nei vari contesti operativi

 Analizzare casi e documentazione del processo di nursing in caso di dimissione complessa

 Promuovere riflessioni sulle competenze dell’ostetrica legale e forense nel campo dei contenziosi ostetrici e nell’assistenza delle donne vittime di violenza sessuale

 Descrivere ed approfondire competenze e responsabilità infermieristiche nel campo dell’emergenza sanitaria


RESPONSABILE SCIENTIFICO

Eugenio Cortigiano (presidente AIILF)

Monica Kim Savojni (vicepresidente AIILF)

Mara Pavan (segretario AIILF)


RELATORI

Eugenio Cortigiano Presidente AIILF

Irene Galli Vicesegretario AIILF

Tiziana Gusmini Tesoriere AIILF

Andrea Lazzarini Infermiere Specialista – Azienda Ospedaliera Padova

Vittorio Mauro Coordinatore Infermieristico – I.R.C.C.S. Istituto dei Tumori - Milano

Mara Pavan Segretario AIILF

Maria Cristina Posenato T.S.R.M./Infermiere Specialista - Azienda Ospedaliera Padova

Lina Pierri Vicepresidente CDA UNINT - Roma

Monica Kim Savojni Vicepresidente AIILF

Fabio Prudenzano Consulente legale e aziendale; esperto in diritto, criminologia, criminalistica e metodologie investigative Consulente legale AIILF

Angelo Rossi Infermiere Esperto area emergenza – Croce Verde Adria (RO)

Lara Soave Ostetrica Legale Forense - Trento

Damiano Zaganelli Infermiere Specialista area emergenza – Ferrara

Miranda Zucchelli Ostetrica Legale Forense – Azienda Ospedaliera Ferrara


PROGRAMMA

8 ottobre 2015

08.30 - 09.00 Registrazione dei partecipanti

09.00 - 10.00 Apertura Congresso e saluto delle Autorità Presidente AIILF – Eugenio Cortigiano Comitato Centrale IPASVI – Pierpaolo Pateri Presidente IPASVI Perugia – Palmiro Riganelli Coordinatori Regionali AIILF

MODERATORE 1° sessione: Irene Galli

10.00 - 11.00 Il maltrattamento dei pazienti: non chiudiamo gli occhi - Tiziana Gusmini Dibattito aperto al pubblico.

11.00 – 11.15 Coffee break

11.15 - 12.10 Attività dell’Infermiere Legale e Forense: alcuni esempi pratici Mara Pavan Dibattito aperto al pubblico.

12.10 - 12.30 Il consenso informato - Andrea Lazzarini, Maria Cristina Posenato

12.30 - 13.00 Responsabilità infermieristica nella pratica quotidiana - Kim Savojni

13.00 - 14.00 Pausa pranzo

MODERATORE 2° sessione: Mara Pavan

14.00 - 15.00 Documentazione e processo di nursing: un aspetto della dimissione complessa - Irene Galli Dibattito aperto al pubblico

15.00 - 15.20 Indagine statistico - epidemiologica sui contenziosi ostetrici: natura, evoluzione e ripercussioni assicurative - Miranda Zucchelli

15.20 - 16.20 Autonomia e responsabilità infermieristica nell’emergenza sanitaria: utilizzo dell’accesso intraosseo - Angelo Rossi

16.20 - 17.20 Competenze infermieristiche misconosciute: caso pratico in ambito di emergenza traumatologica - Kim Savojni

17.20 - 18.00 Vademecum sui diritti degli infermieri – Eugenio Cortigiano – Mara Pavan


9 ottobre 2015

MODERATORE 1° sessione: Kim Savojni

08.30 -09.20 Assicurare le procedure terapeutiche: la responsabilità dell’Infermiere Mara Pavan Dibattito aperto al pubblico.

09.20 - 9.40 Assistenza dell’infermiere legale e forense nell’ambito dei procedimenti disciplinari - Vittorio Mauro

09.40 - 10.00 Criticità e opportunità del sistema di formazione ECM nello specifico dell’infermieristica forense - Lina Pierri

10.00 - 11.00 Pazienti e trattamenti in psichiatria: realtà a confronto - Eugenio Cortigiano

11.00 - 11.15 Coffee break

11.15 - 12.15 La contenzione nei vari contesti operativi - Damiano Zaganelli

12.15 - 13.00 Contenzione: responsabilità e diritto - Fabio Prudenzano Dibattito aperto al pubblico –

Moderatore: T. Gusmini

13.00 - 14.00 Pausa pranzo

MODERATORE 2° sessione: Eugenio Cortigiano

14.00 - 15.00 La dimissione complessa: descrizioni di alcuni casi - Irene Galli

15.00 - 15.20 L’Ostetrica Legale-Forense nell’assistenza e gestione delle donne vittime di violenza sessuale: definizioni e competenze assistenziali - Lara Soave

15.20 - 16.20 Competenze infermieristiche in ambiti extraospedalieri, esperienze e responsabilità - Kim Savojni

16.20 - 16.45 Dibattito guidato con il pubblico e sintesi conclusiva delle giornate congressuali – E. Cortigiano, K. Savojni, M. Pavan, I. Galli, T. Gusmini

16.45 - 17.00 Prova di valutazione

17.00 - 17.30 Assemblea Soci AIILF


Brochure completa con programma dettagliato e modalità di iscrizione (cliccare sul link).

Ultimo aggiornamento Giovedì 27 Agosto 2015 11:24
 
Comunicato ufficiale 5° Congresso Nazionale AIILF PDF Stampa E-mail
Scritto da Ufficio di Presidenza AIILF   
Sabato 26 Settembre 2015 17:09

Il Consiglio Direttivo dell'AIILF è costretto a comunicare ai soci ed agli amici che, a causa di imprevisti problemi organizzativi, è stato necessario rimandare a data da destinarsi il 5°Congresso Nazionale organizzato per l'8 e 9 ottobre a Perugia.
Sarà cura del provider provvedere a rimborsare quanto già pagato dagli iscritti al Congresso.
Ringraziamo e ci scusiamo con coloro che erano già iscritti, sarà nostra premura contattare tutti personalmente nei prossimi giorni.

 
Infermieri e Oss. Mangiacavalli: “Ognuno al suo posto” PDF Stampa E-mail
Scritto da Ufficio di Presidenza AIILF   
Giovedì 20 Agosto 2015 11:15

La presidente degli infermieri interviene nel botta e risposta estivo tra infermieri e Oss: “E’ ora di scrivere la parola fine, ognuno torni al suo posto. E si lasci fuori il paziente da queste scaramucce che con l’assistenza non hanno nulla a che fare”

Gli infermieri sono perfettamente consapevoli che gli Operatori socio sanitari (Oss) sono figure complementari importanti all'interno delle equipe assistenziali perché lavorando in maniera integrata, ognuno con le proprie funzioni, competenze e responsabilità, si realizzano modalità assistenziali ed operative rispettose dei profili e dei ruoli di ognuno. Ma gli infermieri non vogliono neppure che si dia spazio ulteriore a confusioni istituzionali con ripercussioni mediatiche (ed evidentemente professionali) che - e i casi si moltiplicano - confondono non solo i ruoli, ma soprattutto i pazienti che non sanno più con chi hanno a che fare per far fronte ai propri bisogni.


In questi giorni il fuoco della polemica è stato alimentato purtroppo da situazioni che non ci saremmo mai immaginati di dover affrontare: non sono più i mezzi di comunicazione o i pazienti a confondere gli operatori, ma paradossalmente chi questi dovrebbe conoscere meglio degli altri, i nostri datori di lavoro, le Regioni (solo alcune a dire la verità).

Nel merito delle ripercussioni sul piano del lavoro e della sua organizzazione entreranno più compiutamente, auspico, i sindacati ai quali si chiede di farsi interpreti dei problemi lavorativi degli infermieri (ed anche degli Oss) perché è inutile lanciare grida di scandalo e populiste sul fatto che gli infermieri non sono messi nelle condizioni di poter esercitare il ruolo e le responsabilità che gli competono quando, ai tavoli trattanti si   "svende" la professionalità. In cambio di cosa, tra l'altro? Sistemi incentivanti appiattiti, valutazioni appiattite, assunzioni, dove ve ne sono, che non tengono conto dei modelli organizzativi e assistenziali: se in una équipe ci sono solo infermieri e non ci sono Oss, delle due l'una: o gli infermieri fanno mansioni improprie o la complessità assistenziale è tale per cui l'attività è tutta infermieristica (anche se una realtà così non l'ho ancora trovata). O viceversa, situazioni in cui l'infermiere non c'è e allora qualcuno viene "delegato" (senza sapere magari che la delega, quando si parla di responsabilità non esiste) a fare attività non ascrivibili al proprio profilo di competenza e responsabilità.


Più in generale, dal punto di vista organizzativo e programmatorio duole davvero osservare evidenze pericolose per la stessa tenuta del Ssn e sicuramente per la qualità dell’assistenza.
Distribuire a pioggia incentivi senza riconoscere livelli di responsabilità, ruoli e competenze, non rende davvero merito a chi opera nell’interesse diretto del paziente, alimenta confusioni di ruoli di cui altre professionalità si fanno scudo per ostacolare l’affermazione di nuovi modelli sanitari già operativi ed efficienti nell’Europa senza frontiere (il latino divide et impera che ha origini anche più antiche di latini), nella quale quindi il confronto con operatori che vivono ben altre situazioni è aperto. Ma soprattutto fanno fare un balzo indietro nel tempo alla meritocrazia tanto sbandierata da tutti, Regioni in testa e la fa finire nel calderone delle scelte politiche che non premiano davvero  il merito, ma col metodo del pollo di Trilussa fanno in modo che ognuno abbia un pezzetto di ciò che spetterebbe anche ad altri, rendendo tutti scontenti: gli infermieri che si vedono appiattiti nonostante la loro professionalità su livelli di merito ben diversi dai loro, gli stessi Oss che si sentono offesi dalle reazioni naturali che  questi hanno.

Non avrei mai immaginato di doverlo chiedere, ma hanno consapevolezza alcune Regioni e alcune strutture del SSN che l’infermiere è il professionista, formato in università, responsabile dell’assistenza del paziente,mentre l'Oss ha un altro percorso formativo, e, dopo che l'infermiere ha valutato il livello di complessità assistenziale, il contesto organizzativo, le condizioni cliniche, è sempre l'infermiere  che decide  se è più appropriato che sia il professionista stesso o l'Oss a "mettere le mani" sul pazientee, nel caso sia l'Oss, quest'ultimo  agisce sotto la supervisione dell’infermiere con la cui professionalità non ha però nulla a che fare?

Con un semplice “due più due” appare chiaro che il premio, giusto per chiunque lo meriti davvero, non può essere però equivalente per figure così diverse.
Le Regioni e le strutture del Ssn invece si occupino di far rispettare standard e protocolli che assegnano a ogni professione precise funzioni ed evitino di utilizzare figure non formate per interventi clinici sul paziente per svolgere compiti a questo punto non solo impropri, m pericolosi per il paziente stesso. Consentire a operatori non abilitati di eseguire manovre che non hanno mai neppure studiato dal punto di vista teorico, comporta una responsabilità ben più grave di quella economica, pone il paziente in una condizione di fragilità inconsapevole con buona pace del consenso informato e rischia perfino di far aumentare la spesa nel momento in cui manovre e interventi sbagliati portano a nuove criticità di salute e magari anche a ricorrere ad un intervento urgente altrimenti non necessario.

Gli infermieri non offendono gli Oss, né alcuna figura che lavora nel Ssn, così come non vogliono essere offesi da chiunque altro operi al loro fianco. Gli infermieri chiedono e affermano con forza e determinazione le proprie competenze, il proprio ruolo e la propria professionalità. Chi non ce l’ha non può offendersi perché un professionista riconosciuto come tale, tutela un suo diritto giuridicamente riconosciuto.

Come qualcuno ha sottolineato in questi giorni siamo tutti sulla stessa barca. È vero, ma è una barca che deve avere la prua indirizzata verso l'assistenza al paziente, senza la zavorra di questioni che col paziente non hanno nulla a che fare.

Né sulla stessa barca si può remare l'uno contro l'altro, altrimenti si resta lì, dove il paziente e i suoi bisogni non ci sono e non si raggiungeranno mai soluzioni utili per lui e per l’assistenza. Si finisce così in una secca pericolosa, fatta di incomprensioni e fraintendimenti, su cui è ora di scrivere la parola fine per tornare ciascuno al proprio posto, al proprio ruolo e, soprattutto, alle proprie competenze, responsabilità e professionalità.

E, sia chiaro, il paziente deve essere lasciato fuori da queste scaramucce che con l’assistenza non hanno nulla a che fare: è evidente che sia lui il centro dell’attività di chi opera nel Ssn, mentre così non lo è affatto. Ed è pericoloso, di cattivo gusto e di poca considerazione per lui e per chi per lui opera a qualunque titolo e livello, che possa venire usato come alibi per situazioni che con l’assistenza, la sua cura e i suoi bisogni non hanno davvero nulla a che fare.

Barbara Mangiacavalli
Presidente Federazione nazionale Ipasvi

Ultimo aggiornamento Giovedì 20 Agosto 2015 11:16
 
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