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Programma Congresso Nazionale AIILF 2015 PDF Stampa E-mail
Scritto da Ufficio di Presidenza AIILF   
Giovedì 27 Agosto 2015 11:23

RAZIONALE

Si rinnova l’appuntamento annuale con il 5° Congresso Nazionale dell’Associazione Infermieri Legali e Forensi – AIILF dal titolo “COMPETENZE ED INNOVAZIONE: la risposta dell’infermieristica legale – analisi di casi pratici” che si svolgerà a Perugia nei giorni 8 e 9 ottobre presso l’Hotel Giò. Durante l’evento, accreditato ECM, si affronteranno tematiche sulle innovazioni professionali anche alla luce delle discussioni più recenti che vedono impegnata la F.N.C., i sindacati infermieristici e le associazioni professionali, attraverso analisi ed approfondimenti di casi pratici e quotidianità lavorativa della professione infermieristica. Tra gli obiettivi e scopi di AIILF quelli di rappresentare, condividere ed integrare in parallelo uno scenario di realtà professionali e culturali che interessano e riguardano tutti i professionisti sanitari in una società in continua trasformazione ed esigente. Molti gli spazi dedicati alle discussioni dei casi in plenaria, con il coinvolgimento attivo dei discenti e la guida dei relatori che riempiranno gran parte del programma.


OBIETTIVI

 Approfondire ed analizzare le varie attività nella pratica quotidiana dell’Infermiere Legale e Forense

 Discutere esperienze e riflettere sulle prospettive legate agli ambiti di responsabilità professionale

 Promuovere riflessioni e consapevolezza nella gestione dei maltrattamenti ai pazienti

 Individuare metodologie comuni al personale sanitario e forze dell’ordine nella gestione della contenzione nei vari contesti operativi

 Analizzare casi e documentazione del processo di nursing in caso di dimissione complessa

 Promuovere riflessioni sulle competenze dell’ostetrica legale e forense nel campo dei contenziosi ostetrici e nell’assistenza delle donne vittime di violenza sessuale

 Descrivere ed approfondire competenze e responsabilità infermieristiche nel campo dell’emergenza sanitaria


RESPONSABILE SCIENTIFICO

Eugenio Cortigiano (presidente AIILF)

Monica Kim Savojni (vicepresidente AIILF)

Mara Pavan (segretario AIILF)


RELATORI

Eugenio Cortigiano Presidente AIILF

Irene Galli Vicesegretario AIILF

Tiziana Gusmini Tesoriere AIILF

Andrea Lazzarini Infermiere Specialista – Azienda Ospedaliera Padova

Vittorio Mauro Coordinatore Infermieristico – I.R.C.C.S. Istituto dei Tumori - Milano

Mara Pavan Segretario AIILF

Maria Cristina Posenato T.S.R.M./Infermiere Specialista - Azienda Ospedaliera Padova

Lina Pierri Vicepresidente CDA UNINT - Roma

Monica Kim Savojni Vicepresidente AIILF

Fabio Prudenzano Consulente legale e aziendale; esperto in diritto, criminologia, criminalistica e metodologie investigative Consulente legale AIILF

Angelo Rossi Infermiere Esperto area emergenza – Croce Verde Adria (RO)

Lara Soave Ostetrica Legale Forense - Trento

Damiano Zaganelli Infermiere Specialista area emergenza – Ferrara

Miranda Zucchelli Ostetrica Legale Forense – Azienda Ospedaliera Ferrara


PROGRAMMA

8 ottobre 2015

08.30 - 09.00 Registrazione dei partecipanti

09.00 - 10.00 Apertura Congresso e saluto delle Autorità Presidente AIILF – Eugenio Cortigiano Comitato Centrale IPASVI – Pierpaolo Pateri Presidente IPASVI Perugia – Palmiro Riganelli Coordinatori Regionali AIILF

MODERATORE 1° sessione: Irene Galli

10.00 - 11.00 Il maltrattamento dei pazienti: non chiudiamo gli occhi - Tiziana Gusmini Dibattito aperto al pubblico.

11.00 – 11.15 Coffee break

11.15 - 12.10 Attività dell’Infermiere Legale e Forense: alcuni esempi pratici Mara Pavan Dibattito aperto al pubblico.

12.10 - 12.30 Il consenso informato - Andrea Lazzarini, Maria Cristina Posenato

12.30 - 13.00 Responsabilità infermieristica nella pratica quotidiana - Kim Savojni

13.00 - 14.00 Pausa pranzo

MODERATORE 2° sessione: Mara Pavan

14.00 - 15.00 Documentazione e processo di nursing: un aspetto della dimissione complessa - Irene Galli Dibattito aperto al pubblico

15.00 - 15.20 Indagine statistico - epidemiologica sui contenziosi ostetrici: natura, evoluzione e ripercussioni assicurative - Miranda Zucchelli

15.20 - 16.20 Autonomia e responsabilità infermieristica nell’emergenza sanitaria: utilizzo dell’accesso intraosseo - Angelo Rossi

16.20 - 17.20 Competenze infermieristiche misconosciute: caso pratico in ambito di emergenza traumatologica - Kim Savojni

17.20 - 18.00 Vademecum sui diritti degli infermieri – Eugenio Cortigiano – Mara Pavan


9 ottobre 2015

MODERATORE 1° sessione: Kim Savojni

08.30 -09.20 Assicurare le procedure terapeutiche: la responsabilità dell’Infermiere Mara Pavan Dibattito aperto al pubblico.

09.20 - 9.40 Assistenza dell’infermiere legale e forense nell’ambito dei procedimenti disciplinari - Vittorio Mauro

09.40 - 10.00 Criticità e opportunità del sistema di formazione ECM nello specifico dell’infermieristica forense - Lina Pierri

10.00 - 11.00 Pazienti e trattamenti in psichiatria: realtà a confronto - Eugenio Cortigiano

11.00 - 11.15 Coffee break

11.15 - 12.15 La contenzione nei vari contesti operativi - Damiano Zaganelli

12.15 - 13.00 Contenzione: responsabilità e diritto - Fabio Prudenzano Dibattito aperto al pubblico –

Moderatore: T. Gusmini

13.00 - 14.00 Pausa pranzo

MODERATORE 2° sessione: Eugenio Cortigiano

14.00 - 15.00 La dimissione complessa: descrizioni di alcuni casi - Irene Galli

15.00 - 15.20 L’Ostetrica Legale-Forense nell’assistenza e gestione delle donne vittime di violenza sessuale: definizioni e competenze assistenziali - Lara Soave

15.20 - 16.20 Competenze infermieristiche in ambiti extraospedalieri, esperienze e responsabilità - Kim Savojni

16.20 - 16.45 Dibattito guidato con il pubblico e sintesi conclusiva delle giornate congressuali – E. Cortigiano, K. Savojni, M. Pavan, I. Galli, T. Gusmini

16.45 - 17.00 Prova di valutazione

17.00 - 17.30 Assemblea Soci AIILF


Brochure completa con programma dettagliato e modalità di iscrizione (cliccare sul link).

Ultimo aggiornamento Giovedì 27 Agosto 2015 11:24
 
Infermieri e Oss. Mangiacavalli: “Ognuno al suo posto” PDF Stampa E-mail
Scritto da Ufficio di Presidenza AIILF   
Giovedì 20 Agosto 2015 11:15

La presidente degli infermieri interviene nel botta e risposta estivo tra infermieri e Oss: “E’ ora di scrivere la parola fine, ognuno torni al suo posto. E si lasci fuori il paziente da queste scaramucce che con l’assistenza non hanno nulla a che fare”

Gli infermieri sono perfettamente consapevoli che gli Operatori socio sanitari (Oss) sono figure complementari importanti all'interno delle equipe assistenziali perché lavorando in maniera integrata, ognuno con le proprie funzioni, competenze e responsabilità, si realizzano modalità assistenziali ed operative rispettose dei profili e dei ruoli di ognuno. Ma gli infermieri non vogliono neppure che si dia spazio ulteriore a confusioni istituzionali con ripercussioni mediatiche (ed evidentemente professionali) che - e i casi si moltiplicano - confondono non solo i ruoli, ma soprattutto i pazienti che non sanno più con chi hanno a che fare per far fronte ai propri bisogni.


In questi giorni il fuoco della polemica è stato alimentato purtroppo da situazioni che non ci saremmo mai immaginati di dover affrontare: non sono più i mezzi di comunicazione o i pazienti a confondere gli operatori, ma paradossalmente chi questi dovrebbe conoscere meglio degli altri, i nostri datori di lavoro, le Regioni (solo alcune a dire la verità).

Nel merito delle ripercussioni sul piano del lavoro e della sua organizzazione entreranno più compiutamente, auspico, i sindacati ai quali si chiede di farsi interpreti dei problemi lavorativi degli infermieri (ed anche degli Oss) perché è inutile lanciare grida di scandalo e populiste sul fatto che gli infermieri non sono messi nelle condizioni di poter esercitare il ruolo e le responsabilità che gli competono quando, ai tavoli trattanti si   "svende" la professionalità. In cambio di cosa, tra l'altro? Sistemi incentivanti appiattiti, valutazioni appiattite, assunzioni, dove ve ne sono, che non tengono conto dei modelli organizzativi e assistenziali: se in una équipe ci sono solo infermieri e non ci sono Oss, delle due l'una: o gli infermieri fanno mansioni improprie o la complessità assistenziale è tale per cui l'attività è tutta infermieristica (anche se una realtà così non l'ho ancora trovata). O viceversa, situazioni in cui l'infermiere non c'è e allora qualcuno viene "delegato" (senza sapere magari che la delega, quando si parla di responsabilità non esiste) a fare attività non ascrivibili al proprio profilo di competenza e responsabilità.


Più in generale, dal punto di vista organizzativo e programmatorio duole davvero osservare evidenze pericolose per la stessa tenuta del Ssn e sicuramente per la qualità dell’assistenza.
Distribuire a pioggia incentivi senza riconoscere livelli di responsabilità, ruoli e competenze, non rende davvero merito a chi opera nell’interesse diretto del paziente, alimenta confusioni di ruoli di cui altre professionalità si fanno scudo per ostacolare l’affermazione di nuovi modelli sanitari già operativi ed efficienti nell’Europa senza frontiere (il latino divide et impera che ha origini anche più antiche di latini), nella quale quindi il confronto con operatori che vivono ben altre situazioni è aperto. Ma soprattutto fanno fare un balzo indietro nel tempo alla meritocrazia tanto sbandierata da tutti, Regioni in testa e la fa finire nel calderone delle scelte politiche che non premiano davvero  il merito, ma col metodo del pollo di Trilussa fanno in modo che ognuno abbia un pezzetto di ciò che spetterebbe anche ad altri, rendendo tutti scontenti: gli infermieri che si vedono appiattiti nonostante la loro professionalità su livelli di merito ben diversi dai loro, gli stessi Oss che si sentono offesi dalle reazioni naturali che  questi hanno.

Non avrei mai immaginato di doverlo chiedere, ma hanno consapevolezza alcune Regioni e alcune strutture del SSN che l’infermiere è il professionista, formato in università, responsabile dell’assistenza del paziente,mentre l'Oss ha un altro percorso formativo, e, dopo che l'infermiere ha valutato il livello di complessità assistenziale, il contesto organizzativo, le condizioni cliniche, è sempre l'infermiere  che decide  se è più appropriato che sia il professionista stesso o l'Oss a "mettere le mani" sul pazientee, nel caso sia l'Oss, quest'ultimo  agisce sotto la supervisione dell’infermiere con la cui professionalità non ha però nulla a che fare?

Con un semplice “due più due” appare chiaro che il premio, giusto per chiunque lo meriti davvero, non può essere però equivalente per figure così diverse.
Le Regioni e le strutture del Ssn invece si occupino di far rispettare standard e protocolli che assegnano a ogni professione precise funzioni ed evitino di utilizzare figure non formate per interventi clinici sul paziente per svolgere compiti a questo punto non solo impropri, m pericolosi per il paziente stesso. Consentire a operatori non abilitati di eseguire manovre che non hanno mai neppure studiato dal punto di vista teorico, comporta una responsabilità ben più grave di quella economica, pone il paziente in una condizione di fragilità inconsapevole con buona pace del consenso informato e rischia perfino di far aumentare la spesa nel momento in cui manovre e interventi sbagliati portano a nuove criticità di salute e magari anche a ricorrere ad un intervento urgente altrimenti non necessario.

Gli infermieri non offendono gli Oss, né alcuna figura che lavora nel Ssn, così come non vogliono essere offesi da chiunque altro operi al loro fianco. Gli infermieri chiedono e affermano con forza e determinazione le proprie competenze, il proprio ruolo e la propria professionalità. Chi non ce l’ha non può offendersi perché un professionista riconosciuto come tale, tutela un suo diritto giuridicamente riconosciuto.

Come qualcuno ha sottolineato in questi giorni siamo tutti sulla stessa barca. È vero, ma è una barca che deve avere la prua indirizzata verso l'assistenza al paziente, senza la zavorra di questioni che col paziente non hanno nulla a che fare.

Né sulla stessa barca si può remare l'uno contro l'altro, altrimenti si resta lì, dove il paziente e i suoi bisogni non ci sono e non si raggiungeranno mai soluzioni utili per lui e per l’assistenza. Si finisce così in una secca pericolosa, fatta di incomprensioni e fraintendimenti, su cui è ora di scrivere la parola fine per tornare ciascuno al proprio posto, al proprio ruolo e, soprattutto, alle proprie competenze, responsabilità e professionalità.

E, sia chiaro, il paziente deve essere lasciato fuori da queste scaramucce che con l’assistenza non hanno nulla a che fare: è evidente che sia lui il centro dell’attività di chi opera nel Ssn, mentre così non lo è affatto. Ed è pericoloso, di cattivo gusto e di poca considerazione per lui e per chi per lui opera a qualunque titolo e livello, che possa venire usato come alibi per situazioni che con l’assistenza, la sua cura e i suoi bisogni non hanno davvero nulla a che fare.

Barbara Mangiacavalli
Presidente Federazione nazionale Ipasvi

Ultimo aggiornamento Giovedì 20 Agosto 2015 11:16
 
5° Congresso Nazionale AIILF PDF Stampa E-mail
Scritto da Ufficio di Presidenza AIILF   
Giovedì 30 Luglio 2015 10:34

E' un piacere comunicare l'apertura delle iscrizioni al 5° Congresso Nazionale AIILF - Associazione Italiana Infermieri Legali e Forensi.

Il Congresso, accreditato ECM, si svolgerà nei giorni 8 e 9 ottobre presso l'Hotel Giò di Perugia (convenzionato per gli iscritti).

Il titolo dell'evento sarà “COMPETENZE ED INNOVAZIONE: la risposta dell'infermieristica legale - analisi di casi pratici”

Nell'occasione tratteremo le innovazioni professionali, anche alla luce delle discussioni più recenti che vedono impegnata la Federazione, i sindacati infermieristici e le associazioni professionali, attraverso l'analisi interattiva di casi pratici.

Le discussioni dei casi in plenaria, con il coinvolgimento dei discenti e la guida dei docenti riempiranno gran parte del programma, ritenendolo da parte nostra uno strumento migliore della asettica lezione frontale.

Saranno comunque presenti alcune relazioni, tra le quali un intervento della Dott.ssa Doretti, o in caso di impossibilità della collega Lenzi, del Nucleo Operativo Task Forse Interistituzionale per la violenza di genere.

Cogliamo l'occasione per ringraziare il Collegio IPASVI di Perugia, nelle persone del Presidente Riganelli e del Consigliere Bellaveglia, per l'aiuto e le indicazioni forniteci, ed i sindacati Nursind e Nursing Up per l'aiuto economico.

Il Presidente AIILF Eugenio Cortigiano



Scarica scheda di iscrizione al Congresso e/o

modulo di prenotazione per albergo convenzionato

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 30 Luglio 2015 22:48
 
In Nigeria è stata proibita l’infibulazione alle bambine PDF Stampa E-mail
Scritto da Ufficio di Presidenza AIILF   
Lunedì 29 Giugno 2015 13:48

L’infibulazione, mutilazione del clitoride o “circoncisione femminile”, come viene chiamata in molte nazioni, è una pratica che consiste nell’eliminazione parziale o totale di alcuni degli organi genitali femminili, e più nello specifico del clitoride.

Molte culture, specialmente quelle indigene e africane, hanno realizzato questa pratica atroce fin dall’antichità, come parte delle loro credenze e tradizioni.

Tuttavia, negli ultimi anni si è lottato contro questa pratica e, grazie all’appoggio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, molte nazioni e comunità native l’hanno abolita, prendendo in considerazione i grandi rischi che corrono le bambine che vengono sottomesse a questo doloroso procedimento.

Lo scorso 9 Giugno 2015, la Nigeria ha realizzato un grande passo avanti nella storia, trasformandosi nel ventitreesimo stato dell’Africa a proibire l’infibulazione sulle bambine.

È una notizia molto importante per tutti noi e soprattutto per chi lottava già da tempo per l’abolizione di questa pratica. La Nigeria, inoltre, è lo stato più popolato dell’Africa, dove si stima una popolazione di circa 20 milioni di donne e bambine.

È una misura molto importante per mettere fine a questa terribile mutilazione, che purtroppo continua ad essere praticata in 29 stati tra Africa e Asia.

In cosa consiste questa pratica?

infibulazione

Questa pratica viene realizzata su bambine di età compresa tra gli 8 e i 14 anni, che vengono previamente preparate dalle loro madri per entrare in una vecchia e tenebrosa stanza, in cui le condizioni igieniche sono inesistenti.

Lì, una donna effettua con coltellini e lame quest’orribile procedimento, in un tempo massimo di 15 minuti.

Le bambine vengono prese e, nella quasi totale oscurità, vengono mutilate. Tramite coltellini o qualsiasi altro oggetto affilato, vengono eliminati, parzialmente o totalmente, il clitoride, le piccole labbra e parte delle grandi labbra delle bambine.

In queste condizioni, senza nessun tipo di anestesia e senza precauzioni igieniche, la donna mutila le bambine, che non possono fare altro che gridare e piangere per il terribile dolore. All’interno di queste stanze si sparge sangue e dolore, mentre fuori, i familiari ridono e celebrano le loro bambine, che finalmente sono pronte a diventare delle donne.

mutilazione genitale

 
Una corretta tecnica di iniezione può migliorare il controllo glicemico nei pazienti con diabete PDF Stampa E-mail
Scritto da Ufficio di Presidenza AIILF   
Lunedì 20 Luglio 2015 07:46

Uno studio recente di Grassi et al. ha concluso che il controllo glicemico nei pazienti diabetici che fanno uso di insulina, può essere migliorato attraverso una corretta tecnica di iniezione, che include il passaggio all’uso di aghi da 4mm.

I risultati hanno dimostrato che l’educazione ad una corretta tecnica di iniezione di insulina non solo ha migliorato il controllo glicemico, ma ha contribuito ad una maggiore soddisfazione del paziente e abbassato il consumo giornaliero di insulina dopo soli tre mesi – un periodo di tempo relativamente breve. Questi risultati positivi sono importanti perchè possono contribuire ad una migliore aderenza alla terapia e, se sostenuti, migliorano i risultati clinici di lungo periodo, così come i costi e l’efficienza legati alla cura del diabete.

Secondo lo studio, la maggior parte delle visite da parte dei medici ai pazienti che fanno uso di insulina implicano discussioni riguardo il controllo glicemico e la correzione della dose, ma molto meno tempo viene dedicato al miglioramento della tecnica di iniezione. Lo studio quindi è focalizzato su un intervento multi fattoriale, che include il training sulla corretta tecnica di iniezione ed il passaggio all’uso di un ago corto, al fine di dimostrare come queste componenti abbiano un impatto positivo sulla gestione del diabete.

I risultati hanno dimostrato che un numero significativo di pazienti ha riconosciuto l’importanza di una corretta tecnica di iniezione. E’ stato osservato un miglioramento nella tecnica iniettiva con l’abbandono, nella maggior parte dei casi, della pratica del pizzico grazie all’utilizzo di un ago da 4mm.

E’ stato provato che l’uso degli aghi da 4mm è adatto agli adulti, indipendentemente dal loro BMI nonchè ai bambini e ai giovani adulti, in quanto garantisce il rilascio di insulina nel tessuto sottocutaneo senza il rischio di iniezione intramuscolare. I pazienti hanno riportato meno dolore nell’utilizzo degli aghi da 4mm, e ciò può migliorare il comfort psicologico e la qualità della vita.

Diversi altri studi clinici, condotti con aghi di differenti lunghezze e gauge, hanno già dimostrato i vantaggi dell’uso di aghi più corti e più sottili rispetto ad aghi più lunghi, ma tali studi non avevano ancora mostrato evidenze a supporto del miglioramento del controllo glicemico. Lo studio di Grassi et al. è quindi il primo studio pubblicato che dimostra che il controllo glicemico può essere migliorato grazie ad una migliore tecnica iniettiva.

Il Dr Kenneth Strauss, Director of Safety in Medicine, European Medical Association, Global Medical Director, BD, ed uno degli autori dello studio commenta: “le conclusioni dello studio Grassi et al. sono impressionanti. I pazienti ed i clinici non devono aspettare mesi e anni per osservare miglioramenti nei parametri clinici principali (controllo glicemico e riduzione della quantità di insulina), quando sono presenti una formazione appropriata e dispositivi adeguati. Questi miglioramenti possono verificarsi da subito, nel corso della terapia insulinica, motivando il paziente a continui miglioramenti.

Dai risultati di questo studio, è chiaro che l’implementazione di un approccio multifattoriale, che include l’educazione alla tecnica di iniezione e l’utilizzo dell’ago da 4 mm può avere un impatto significativo. Non solo migliora il controllo glicemico, ma i pazienti possono abbassare il consumo di insulina e migliorare la propria tecnica di iniezione, rendendo più semplice la gestione del diabete e migliorando la qualità della vita.”

Dopo una valutazione iniziale, ciascun paziente ha iniziato ad utilizzare l’ago BD da 4mm 32 G ed è stato educato ad una corretta tecnica di iniezione. I pazienti sono stati nuovamente osservati, dopo tre mesi , per valutare la loro tecnica di iniezione, lo stato dei loro siti, la loro reazione psicologica e l’impatto clinico dell’ago da 4mm.

Alla fine dello studio, la maggior parte dei pazienti ha mostrato una migliore comprensione dell’uso dei dispositivi per insulina, della cura e manutenzione dei siti di iniezione, dell’importanza di evitare complicanze come le lipoipertrofie e della necessità di ruotare i siti di iniezione.

 

 

Metodologia

 

Per lo studio, 346 pazienti con diabete, da 18 centri ambulatoriali da ogni parte del Nord Italia, in terapia iniettiva da minimo 4 anni, hanno risposto ad un questionario sulla tecnica di iniezione (IT). Un’ infermiera ha poi esaminato i siti di iniezione del paziente per evidenziare la presenza di lipoipertrofie (LH), il tutto seguito da una sessione di training individuale in cui sono stati affrontati gli errori nella tecnica di iniezione emersi nel questionario. A tutti i pazienti è stato correttamente insegnato come ruotare i siti di inieizone per evitare lipodistrofie ed è stato raccomandato l’uso dell’ago da 4mm per evitare iniezioni intramuscolari. Sono stati istruiti sul non riutilizzo degli aghi. I pazienti sono stati esaminati dopo i primi tre mesi per valutare la tecnica iniettiva, il cambiamento dei parametri clinici, lo stato dei loro siti di iniezione, la loro reazione psicologica e l’impatto clinico dell’ago da 4mm.

 
Il 1° di giugno nasce AIILF Lombardia. PDF Stampa E-mail
Scritto da Ufficio di Presidenza AIILF   
Martedì 26 Maggio 2015 14:30

Nasce anche in Lombardia il coordinamento regionale AIILF.

Grazie ai colleghi

Adriana Blanco

Patrizia Rossi

Rossella Paola Gara

Valentina Mazzeo

Cristiano Radice

Maria Cristina Currà

Vittorio Mauro, che assumerà il ruolo di Coordinatore,

anche gli infermieri legali e forensi della Lombardia, dove la specialistica è entrata per prima negli atenei, avranno un riferimento sul territorio.

La mail ufficiale di contatto è Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

A tutti i migliori auguri di buon lavoro da parte del Direttivo Nazionale.

Ultimo aggiornamento Martedì 26 Maggio 2015 18:36
 
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